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A CHE COSA SERVONO LA FONETICA E LA FONOLOGIA

mercoledì 8 febbraio 2012


A CHE COSA SERVONO LA FONETICA E LA FONOLOGIA? Una
risposta sintetica
Andremo alla scoperta di qualcosa che già conosci: la tua lingua madre, ma lo faremo con gli occhi della linguistica, e nello specifico della fonetica e della fonologia. La fonologia fa parte della competenza grammaticale dei parlanti, la quale comprende anche la morfologia, la sintassi e la semantica.
La linguistica serve a “rendere esplicita la competenza linguistica implicita dei parlanti nativi”di una data lingua (NB, p. 12) quindi la fonetica e la fonologia servono a renderti consapevole di qualcosa che
già conosci, ma che non sei abituato/a a vedere in un determinato modo. Di che cosa si tratta nello specifico?
FONETICA e FON OLOGIA:
a) fonetica: studio dei suoni linguistici (tre tipi di fonetica –vedi sotto). La sua unità segmentale minima è il fono.
b) fonologia: studia l‟immagine mentale dei suoni linguistici usati dai parlanti nativi di una data lingua, ovvero quei suoni che distinguono significati (es. tela e tesa).  La sua unità segmentale minima è il fonema. MA c‟è dell‟altro: che dire dell‟accento e dell‟intonazione? Questi sono elementi soprasegmentali.
N.B. Quando nasciamo, siamo in grado di distinguere tutti i suoni linguistici, ma quando acquisiamo la nostra lingua madre impariamo che alcuni suoni servono a distinguere parole di significato diverso, per cui restringiamo la nostra capacità discriminatoria prima e produttiva poi ai suoni funzionali per la nostra lingua madre:

es.      pere    e   bere: p e b sono due suoni che ci consentono di distinguere due parole di significato differente
                              ≠
pere (r all‟italiana) e bere (r alla francese): queste due r foneticamente differenti non ci consentono di distinguere due parole di significato differente, tant‟è che nella mente degli italiani sono ricondotte ad una sola r.

ALCUNI CONCETTI FONDAMENTALI
FONI e FONEMI:
a) il fono è la minima unità lineare o segmentale del discorso.
b) il fonema è la minima unità distintiva lineare o segmentale del discorso.
              Il fonema, quindi, presenta una caratteristica in più rispetto al fono:
 >> ha funzione distintiva.
Ma che cosa vuol dire?
Facciamo un esempio:
se dico rane secondo la dizione dell‟italiano standard e poi lo dico con la cosiddetta moscia, il significato della parola NON cambia, anche se in posizione iniziale di parola ho due foni diversi in quanto ho pronunciato la r iniziale in due modi differenti MA se dico rane e poi dico lane non solo ho due foni diversi in posizione iniziale di parola, ovvero r e l, ma ho anche due fonemi diversi poiché r e l in questa coppia di parole –detta in termini tecnici coppia minima distinguono due parole di significato differente.

==>> Se in una data lingua ho due parole costituite dagli stessi foni nella medesima sequenza e commuto un fono e tale cambiamento mi permette di distinguere due parole di significato diverso, allora:
1. ho a che fare con una coppia minima
2. per quanto riguarda i foni commutati mi trovo di fronte non solo a due foni
diversi ma anche a due fonemi differenti.
Ogni lingua ha un suo inventario di fonemi. Questi ultimi si individuano attraverso il sistema delle coppie minime (vedi sopra), per cui ad esempio se in italiano ho:
lane vs. rane
cane vs. tane
sane vs. vane
etc.
allora potrò dire che in italiano ogni primo fono di lane, rane, cane, sane, tane, vane  non solo è un fono diverso dagli altri ma anche un fonema differente.
la prova della commutazione serve ad individuare coppie minime:
se confronto due sequenze di suoni che si distinguono per almeno un segmento fonico (= fono) e il passaggio da un segmento all‟altro corrisponde ad un cambiamento di significato, allora mi trovo di fronte alla realizzazione di due fonemi differenti. La prova delle coppie minime serve ad individuare l‟inventario fonematico/fonologico di una lingua. Di conseguenza, dopo che si è trovato un numero significativo
di coppie minime che oppongono due foni, allora si può dire di aver individuato due fonemi:   

es.     
            lane vs. rane, male vs. male: sono due coppie minime che evidenziano l‟opposizione di r e l, che quindi sono in italiano non solo due foni diversi ([l] e[r]), ma anche due fonemi
differenti (/l/ e /r/).
Hai notato che sono state usate due parentesi differenti per i foni e per i fonemi. Quindi ora
facciamo alcune precisazioni:
avvertenze #1:
           •quelle che comunemente vengono chiamate lettere dell‟alfabeto vengono dette dai linguisti grafemi:
>> se voglio mettere in rilievo una trascrizione grafematica vs. una fonetica (riguardante i foni) posso ricorrere alle parentesi angolari < > per rappresentare la prima e alle parentesi quadre [ ] per rappresentare la seconda.
         •per fare una trascrizione fonematica/fonologica –riguardanti i fonemi –ricorro alle parentesi oblique / /.
          •ricapitolazione:
  • grafemi ==> trascrizione ==>  grafematica < >
  • foni       ==>trascrizione  ==>  fonetica [ ]
  • fonemi ==> trascrizione ==>   fonematica / /



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