News Updates :

GUIDA ALLA STORIA DEL CIN EMA ITALIANO(1905-2003)

sabato 18 febbraio 2012


  1. L'era del muto
     In principio era la presa di Roma
Il primo film italiano è "la presa su Roma" di Filoteo Alberini, prodotto spettacolare, celebrativo e didattico che chiude la stagione del cinema ambulante.

    L'epopea del cinema ambulante
Alla fine degli anni Dieci spariscono gli spettacoli ottici dalle fiere e dalle piazze sostituiti dal cinematografo.I baracconi ambulanti avevano tutti gli stessi vincoli posti dalle autorità, le stesse locandine, gli stessi richiami e le stesse critiche dalla Chiesa.

    La carrozza di tutti
L'Italia si propone da subito di toccare i mercati internazionali mentre il cinema si diffonde nelle città rapidamente. Parliamo di carrozza di tutti in quanto diretto ad ogni classe sociale ed età a seconda degli orari degli spettacoli.

     Da Torino alla Sicilia:le fasi di sviluppo e di crisi
Le città del cinema sono Torino, Roma,Milano e Napoli, in sott'ordine Genova, Palermo, Catania, Venezia. Ovviamente le risorse economiche sono limitate, in alcuni casi abbiamo realtà minuscole che producono un solo film.Caratteristica del tempo è la riproduzione dei modelli di successo, la concorrenza che arriva a rubare le idee e il personale. Il triennio che precede la guerra è quello di massima espansione per la cinematografia italiana che conquistail mercato internazionale e contratti con distributori stranieri che comprano a scatola chiusa. Esempio ne è Oleine col "Quo vadis

   La grande migrazione:dalla biblioteca alla filmoteca universale
Il cinema è una sorta di tableaux vivants in quanto rielabora pittura, letteratura e per questo accolto con entusiasmo dagli intellettuali. abbiamo un cinema storico-mitologico, il melodramma, un cinema che esalta il divo. collaborano i maggiori scrittori quali Apollinaire, Verga, Pirandello, Gozzano i quali si ritrovano a sintetizzare un intero poema, romanzo, melodramma in poche didascalie..

      I film storici alla conquista del mondo
Il film storico assume ruolo centrale in quanto affronta i miti di fondazione della nazione anticipando in fascismo. Scopriamo così le masse avanzare come nel quadro "il Quarto Stato". la storia è frantumata, compressa e miniaturizzata. La storia è sottotraccia di passioni, sentimenti , odi. ricordiamo "Quo vadis" e "Cabiria" celebre per l'uso del carrello e del primo piano..
  
    Cretinetti & C. nel salotto di Nonna Speranza
Le comiche pur godendo di successo prima della guerra non sono mai riuscite a diventare elemento centrale italiano come invece accade con Chaplin. La comica italiana è priva di autonomia tematica o stilistica, raccoglie infatti le scorie degli altri generi.

    Eve fatali
Il tema dell'amore è molto toccato sin dai primi anni, nasce così un genere discendente dal melodramma, dalla letteratura e dal teatro che celebra il potere assoluto dei sentimenti e la loro priorità.

    Cantami o diva…
Ci troviamo di fronte ad una donna ipersessuata che non riesce ad emanciparsi attraverso il lavoro ed impone il suo corpo. E' una donna che vorrebbe essere artefice del proprio destino. Ci troviamo così di fronte ad un proto-divismo:un gesto, un modo di vestire, brindare, abbracciare, baciare. abbiamo la femme fatale vampira di uomini, oppure la bella sconosciuta o ancora la donna madre depositaria dei valori. Si ricerca così di rendere visibili, attraverso il linguaggio del corpo, movimenti della psiche, dissociazioni della personalità, tempeste dell'anima. Si pensi ai movimenti di braccia della Borelli che modulano i sentimenti. Un'altra diva di doti camaleontiche eccezionali è la Bestini. Il pubblico si nutre di eroine per le quali "amor vincit omnia".

  Divismo al maschile:le maschere e i corpi
Divi sono invece Emilio Ghigne che poi passa alla regia con il personaggio giustiziere, delinquente che rispetta i codici d'onore e Bartolomeo, interprete di maciste.
ü      L'eredità verista
La componente realista è al momento marginale e perdente, si salva solo "Assunta spina" interpretato dalla Bettini che riprende la pittura dei macchiaioli toscani.
  
  "Scomponiamo e ricomponiamo l'universo cinematografico": il verbo futurista e la sua diffusione
Il futurismo, cantore delle modernità, non riesce a far proprio il cinema pur promovendolo e sperimentandolo. Abbiamo numerosi manifesti futuristi ma solo un film "Vita futurista" perduto. Ideali interpreti sono però Luca Comerio e Martinetti con le riprese aeree. Il loro fallimento è probabilmente dato dalla mancanza di competenze tecniche.

    Il cinema degli anni Venti tra catastrofe annunciata e fascistizzazione
Nel 1919 nasce col sostegno delle banche il primo trust cinematografico italiano. Dopo la guerra, a parte la comica e il genere mitico-storico, tutti i genere riemergono. Eppure c'è la crisi a causa della disorganizzazione, l'improvvisazione, gli aumenti dei costi per i salari ai divi. Le nostre dive non sono paragonabili a quelle americane e lacritica lo sottolinea, il pubblico le snobba. Si salva la produzione napoletana. Poi la banca italiana crolla e il cinema, fragile, caratterizzato da pochezza culturale e inventiva decade.  Si accendono però le speranze di una risalita dopo la marcia su Roma e l'affermazione di Mussolini. Nasce l'istituto Luce, il regime si assicura il controllo totale dell'informazione cinematografica e i cinegiornali vengono obbligatoriamente proiettati in tutte le sale.

   Paesaggio di rovine con figure
Ci troviamo di fronte ad un arresto espressivo, senza sperimentazioni ne rinnovamento tematico. La commedia negli anni Venti è l'unico genere che tenti di respirare atmosfera internazionale.

      Il sole della rinascita
Blasetti e Camerini recidono con il passato e li vediamo rispettivamente impiegati nella produzione di "Sole" e "rotaie".

  1. Dal sonoro a Salò
  •         Rinascita, caratteri e mitologie

Il regime fascista investe molto nel cinema(forma di cultura e divertimento più popolare) con l'obbiettivo di fare propaganda ed ottenere visibilità internazionale. Tutto questo proprio a cominciare dalla fondazione dell'Istituto luce. Talvolta il cinema diventa zona franca per gli antifascisti, d'altra parte la propaganda non premia sul piano commerciale. Presto il remime si rende conto che è meglio evitare i temi squadristici e ci si dirige, con l'aiuto di Blasetti, verso temi rurali, cercano cioè di dimostrare che l'anima più autentica del fascismo va cercata nel mondo contadino. Alla peggio troveremo camicie nere nella foto di gruppo di una famiglia, ma soprattutto le bonifiche delle paludi pontine, la ricostruzione di città,battaglie contro sovversivi.
  •       Il paesaggio produttivo dalla Cines a Cinecittà

Fino al 1938 il regime non s'oppone ai film di Hollywood, decisamente amati dal pubblico italiano, in quanto non li ritiene pericolosi, inoltre l'America appare un modello di giovinezza, vitalità, spirito d'avventura con cui simpatizzare. Dopo di che abbiamo film legati alla letteratura come "I promessi sposi" di Camerini. Nel 1935 nasce anche il centro sperimentale, luogo di formazione di più alto livello culturale e professionale, tanto è vero che vi collabora un noto antifascista come Barbaro. Il cinema tocca in questi anni un altissimo livello tecnologico e produttivo da poter sfidare la concorrenza. poi però nmel '38 la legge Alfieri blocca la produzione straniera.
  •          Il Luce, monumento cinematografico a Mussolini

Un monumento per immagini del duce e delle sue imprese pacifiche e guerresche. La prima proiezione del cinegiornale risale al '27, le visioni diventano obbligatorie insieme a documentari. Possiamo riassumere le tappe fasciste in quattro: battaglie per il ruralismo, borghesizzazione, marcia verso la conquista dell'Impero, conquista del mondo. Il fascismo inoltre punta molto alla riscoperta della romanità, delle origini, ed è così che troviamo opere come "Scipione l'Africano" di Gallone. Col tempo il cinema fascista perde potenza comunicativa.
  •      Parabola del mito mussoliniano

La figura di Mussolini col tempo decade: l'abbiamo visto esibirsi con vesti borghesi, in costume, in frack, con la tuta d'aviatore sempre pronto a conquistare le masse: un seduttore! I suoi gesti nelle opere mute erano significativi, col sonoro le sue parole vengono scandite. A celebrare il regime ricordo l'opera della Rienìfenstahl "Il trionfo della volontà". Con la guerra e il periodo di Salò Mussolini ci sembra una comparsa, le sue apparizioni si diradano e mostrano solo un uomo vecchio e malato, fantasma irriconoscibile.
  •         I padri del nuovo cinema italiano

Il primo film italiano sonoro è "La canzone dell'amore" di Righelli del '30, risente della modestia delle finanze ma il pubblico è comunque entusiasta. Spicca la figura di Blasetti, autodidatta dalla passione contagiosa, sempre più tendente alla normalizzazione e all'immediata comprensibilità. Il suo fascismo è figlio dell'anima socialista e si nutre di utopie egualitaristiche e di rispetto per l'intelligenza e la professionalità. Nei suoi film spesso la Sicilia ne è soggetto in quanto incarna la nascente Italia.Inoltre riporta al ritorno di Verga ed il verismo. Altro regista di successo è Camerini con "Gli uomini che mascalzoni", piuttosto che "Il signor Max" con De Sica: Camerini ha il pregio di rendere la telecamera invisibile. Accoglieremo in Italia i più grandi registi stranieri come Jean Renoir noto per la sua adesione alle avanguardie. Inoltre diventa regista lo stesso attore Vittorio De Sica.
Vediamo comparire pian piano la figura dello sceneggiatore, pensiamo quindi a Zavattini, che deve trovare la lingua adeguata alla comunicazione cinematografica. Ricordiamo inoltre Totò col suo corpo snodabile.. la gente accetta col tempo di ricevere i nuovi divi nostrani ma la realtà è che in un primo tempo solo personalità quali Anna Magnani e Aldo Fabrizi riescono a eliminare il confine tra reltà e finzione.
  •        Tappe e temi dela propaganda cinematografica

Superata l'epoca dello squadrismo e poi anche del ruralismo si arriva a potenziare la politica celebrativa e monumentale cercando di saldare passato e presente ( Scipione l'Africano). Blasetti si trova in posizione decentrata. Rossellini stesso contribuisce alla propaganda di guerra con film dedicati alla celebrazione della marina militare, dell'aviazione e della fanteria. Solo col tempo gli intellettuali apriranno gli occhi.
  •         Uno schermo carico di sogni

Mentre va formandosi un gruppo antifascista che si riunisce intorno alla rivista "Cinema", il tema della fuga interpreta il bisogno collettivo di sottrarsi alle nuove parole d'ordine del fascismo e di rifiutare una guerra priva di profonde motivazioni ideali. Sogni che sicuramente sostituiscono quelli offerti da Hollywood. Ecco così il pubblico accarezzare con gli occhi i corpi, le pellicce, gli ambiento in cui vivono le protagoniste dei film: il cinema dei "telefoni bianchi", il cinema "déco". Gli italiani puntano non tanto alla conquista del mondo ma ad un lavoro stabile, una paga sicura, una casa ben arredata e moderna. Abbiamo infiltrazioni linguistiche: parole straniere come golf, drink e l'Ungheria rersta una sorta di luogo magico, un rifugio ideale per molti italiani scontenti e delusi.
  •         La bella forma

Il Centro Sperimentale marchia un gruppo di opere come "calligrafiche". Si tratta di film privi di intenzioni ideologiche forti o fini pedagogici, sostenute piuttosto da tensione estetica e affermazione della possibilità di fusione delle arti. Abbiamo autori come : Corrado Alvaro, Umberto Barbaro privi di vocazione populistica.

  •       Accostamenti progressivi alla realtà

Nel corso degli anni '30 il paesaggio diventa sfondo di molti film, Camerini per primo esplora spazi urbani, periferie ma studia anche la geografia dei piccoli desideri collettivi. Anticipatori del neorealismo invece film come "Ossessione" di Luchino Visconti.
  •        Il cinema di Salò

Viene spostata la capitale del cinema a Venezia, il Dott.Rosario Errigo ne fa una relazione. Viene lasciat la guerra sullo sfondo e si punta piuttosto a cronache sportive o mondane, o curiosità varie sui diversi tipi di artigianato. laddove vediamo gli scontri feroci segue poi il ritorno alla tranquillità e al lavoro. I partigiano sono però offesi duramente. Venezia non si svilupperà mai più come capitale produttiva.

  1. Dagli anni Settanta a oggi
     Metamorfosi del paesaggio
Si assiste ad una graduale disaffezione nei confronti dei prodotti nazionali preferendo piuttosto quelli made in Usa. Sopraggiunge inoltre la tv che a sua volta propone il patrimonio cinematografico. (Fininvest e Rai). Si sviluppa infatti la fiction televisiva come "il maresciallo Rocca" che attinge dalla tradizione e ha la capacità di incarnare i sogni dell'italiano popolare. L'Istituto Luce diventa grande produttore di film per ragazzi, investe su esordienti e giovani, è ancora capace di sperimentare modi narrativi ed espressivi. Eppure il nostro cinema è pressoché invisibile, anche le tv comprano films esteri perché i costi sono già ammortizzati. Le cause del degrado sembrano essere il ritardo tecnologico e la mancanza di risorse economiche.
  •        Sotto i segni della perdita e della speranza

Il quadro sembra negativo, eppure otteniamo riconoscimenti internazionali da registi come:
*        Bertolucci
*       Fellini
*        Antonioni
*        Olmi
*  Moretti interpreta la generazione di giovani che non si riconosce più nei essantottini, è insoddisfatta del presente ed è alla ricerca di un'identità.
Altri sono comparsi e rapidamente scomparsi alla velocità di una stella cadente.
  •        Due pontefici: Fellini e Bertolucci

*        Fellini:senso di dispersione e tentativi surrogatori di riempire il vuoto con maschere di finta gioia e finta comunicazione con gli altri. Procede di catastrofe in catastrofe verso dimensioni apocalittiche.
*       Bertolucci:il paesaggio diventa protagonista della storia (Novecento). La sua è alta riflessione accompagnata da una ricerca visiva e narrativa.
  •         La perdita del Centro (Sperimentale)

Quanto il Centro Sperimentale decade, parallelamente al decentramento cinematografico, sorgono nuove piccole scuole di formazione, eppure non dimentichiamoci che Moretti è un autonomo. Manca negli anni Settanta la spinta alla sperimentazione, ci si concentra piuttosto alla ricerca di canali distributivi.
  •       Dagli anni di piombo agli anni della fuga

A pochi mesi dalla morte Pisolini sottolinea come l'Italia non viva altro che un processo di adattamento alla propria degradazione. Negli anni '80 non possiamo che prendere  atto della perdita di senso dello Stato, del trionfo del privato contro il pubblico, della celebrazione di consumi del superfluo. Vediamo i giovani omologarsi e la perdita del valore di appartenenza a una società civile. Il terrorismo fa la sua scalata ed è difficile per i nostri autori capire quali ideali muovano questi vili
  •         Il cinema di Moretti come diario generazionale

Michele Apicella, alter ego di Moretti,vede crollare i grandi sistemi di valori e non riesce  a comunicare con i testi del passato. Moretti non cerca mai di spingersi oltre l'osservazione della quotidianità e dei luoghi e simboli più familiari alla vita piccolo-borghese, dagli oratori ai salotti alle scuole di massa con aule sovraffollate, ma lo fa con precisione e naturalezza, senso di ironia e capacità di deformazione. Il suo eroe diventa una sorta di conduttore di aspettative, passioni, parole d'ordine, tic, frustrazioni e delusioni. Moretti non vuole distruggere la società che gli sta intorno, vuole riformarla e migliorarla.
  •        Autori degli anni Settanta

*  Pupi Avati: la maggior parte dei suoi personaggi insegue i propri sogni e vive buttando il cuore oltre oceano. Abbiamo persone comuni il cui futuro muta per un evento casuale.
*  Peter del Monte: lavora sul valore comunicativo degli sguardi, dei silenzi, delle atmosfere sospese.
*     Mario Brenta
*     Emidio Greco
*     Maurio Ponti
*     Giacomo Battiato
  •         Dal trash al cult

Si sviluppa la commedia erotica all'insegna di un Italia che cresce economicamente ma evidentemente non ideologicamente-culturalmente.Regnano doppi sensi,equivoci verbali, l'ignoranza. Tutto a partire dal Decameron pasoliano, col tempo il nudo femminile conquista il popolo.
  •        Il ritorno della scrittura e del racconto

Finalmente chi esordisce negli anni '80 riprende in mano la penna e la sceneggiatura riacquista la sua necessità e centralità. Osserviamo la volontà di costruire dei film "a tesi", politici, cioè dotati di valori condivisi all'interno di una comunità. Ci si interroga sulla perdita del senso di responsabilità, sulla disgregazione della famiglia. Ci ritroviamo così di fronte a personaggi carichi di moralità come il maestro di Mary per sempre, piuttosto che il carabiniere di "Ladro di bambini".
  •        La generazione degli anni Ottanta

*  Carlo Verdone: diplomato al Centro Sperimentale, contribuisce a rinnovare il cinema comico, raccontando l'evoluzione della specie del bullo romano e del "coatto". Col tempo il tocco sembra farsi più leggero e la comicità più malinconica.
*    Benigni: "La vita è bella"- "Pinocchi"
*         Troisi: "Il postino"-"Non ci resta che piangere"
*         Nuti
*  Tognazzi, tocca temi duri e scottanti come la degenerazione violenta del tifo sportivo.
*      Risi: " Mary per sempre"-"Ragazzi fuori"
*      Comencini
Accanto a loro attori come Teo Teocoli, Jerry Calà, Christian De Sica, Renato Pozzetto e Paolo Villaggio.
     Gli anni Novanta:la crisi tra continuità della tradizione e rinnovamento
*    Pieraccioni: con "Fuochi d'artificio" piuttosto che il "Ciclone", sceglie un personaggio qualunque ma la sua vita cambia per un evento casuale(gruppo di ballerine a casa sua). I suoi sono individui un po’ imbranati che vivono alla girnata.
*   Aldo Giovanni e Giacomo: cominciarono con Mai dire Goal, poi il film d'esordio "Tre uomini e una gamba", poi "Così è la vita" e "Chiedimi se sono felice"
*  Cuccino: "L'ultimo bacio", capace di raccontare i sentimenti allo stato nascente e tutti i piccoli e grandi traumi delle fasi di passaggio nella vita adolescenziale.
L'Italia non riesce a volare, i nostri registi stanno tentando di girare i film all'estero.

Share this Article on :
Ads arab tek

© Copyright Universtudy 2010 -2011 | Design by Herdiansyah Hamzah | Published by Borneo Templates | Powered by Blogger.com.