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LINGUA ARABA: caratteristiche morfo-sintattiche

giovedì 9 febbraio 2012

FONETICA
•L’alfabeto: è formato da 28 lettere che assumono forme diverse a seconda della    loro posizione nella parola (separate, all’inizio, in mezzo, alla fine).
•Si usano 3 vocali (a, i, u) con forma breve e lunga.
•La forma breve solitamente si omette (tranne nei testi importanti come Il Corano  e i dizionari), ma può essere indicata con tratti e segni posti sopra la consonante, mentre per il suono lungo si usano tre lettere dell’alfabeto che già posseggono un suono consonantico proprio.
•Esistono 3 tipi di S con suono sordo, sonoro o rafforzato.
•Non esistono né il suono PV (tendenza a confonderli con B e F).
•Non esiste il suono C palatale.
ORTOGRAFIA
• La lingua araba si scrive e si legge da destra a sinistra.
• Non esistono le maiuscole e non c’è differenza tra corsivo e stampatello.
•Le parole non si spezzano mai a fine riga ma si stringono o si allargano per   arrivare esattamente al margine.
•Le doppie: la consonante doppia non si scrive ma si mette il segno e(shadda) sulla lettera da raddoppiare.
•Punteggiatura: uso del punto, raro l’uso della virgola. Negli elenchi si preferisce ripetere la congiunzione a scapito della virgola.
•Formule di cortesia: raro l’uso del Lei. Si preferisce il tu aggiungendo appellativi e sostantivi diversi.

MORFOLOGIA
• L’articolo è solo determinativo (al), invariabile per genere e numero. Graficamente si lega alla parola che accompagna. Non esiste un vero e proprio articolo indeterminativo. Esso viene espresso dalla mancanza dell’articolo al.
• I sostantivi: non sempre c’è corrispondenza di genere con l’italiano. Ogni parola contiene una radice formata da tre consonanti; ciò permette un’incredibile estensione lessicale poiché con l’aggiunta di prefissi, vocali, suffissi e infissi, si ottengono altri lemmi con sfumature particolari.
• Il plurale si può ottenere aggiungendo suffissi oppure modificando la stessa struttura del nome.
• Gli aggettivi qualificativi di solito concordano in genere, numero e caso con il nome e lo seguono sempre.
Es. 
• Se l’aggettivo si riferisce a oggetti o animali rimane al femminile singolare:
    Es. I bei libri = i libri la bella
    Il cane feroce = il cane la feroce
• Se l’aggettivo si riferisce a esseri umani concorda.
• Esistono sia per i nomi che per gli aggettivi le declinazioni, che sono     semplificate su tre casi, nominativo, accusativo e indiretto (accompagnato da   preposizioni), a seconda della funzione nella frase.
•Il genitivo è reso senza l’uso della preposizione:
      Es. il libro di Omar = Omar il libro
• I pronomi personali soggetto hanno in più la forma duale (voi due, loro due).
• Non esistono pronomi o aggettivi possessivi, al loro posto si usano pronomi personali e suffissi che si accordano con il possessore, come in inglese:
     Es. Il tuo libro = libro di te
         I tuoi libri = libri di te
•I verbi. Essere e avere non esistono.
      Es. Io sono marocchino = Io marocchino
           Io sono di Casablanca = Io di Casablanca
           Tu hai un libro = Presso di te un libro
           Io ho fame = Io affamato
•I verbi si dividono in trilitteri (tre lettere) e quadrilitteri (quattro lettere).
•L’infinito non esiste. La forma base corrisponde al passato (passato remoto e prossimo).

  • Esistono invece l’indicativo, il congiuntivo, il condizionale, l’imperativo, il participio.
  • I tempi sono il perfetto (che corrisponde ai nostri passato prossimo, passato remoto, trapassato prossimo) e l’imperfetto (corrispondente al presente e al futuro) e si ottengono aggiungendo alla radice prefissi, suffissi e particelle.
SINTASSI
•Esistono due strutture fondamentali della frase:
     – la frase nominale (formata da soggetto + complementi)
         Es. Io sono di Casablanca = Io Casablanca
                Il mio nome è Omar = Io nome di me (mio nome) Omar.
    – la frase verbale (nella quale l’ordine è verbo + soggetto + complementi)
         Es. Il bambino scrive il compito = Scrive il bambino compito
               Omar ha mangiato il pane = Ha mangiato Omar il pane
• La costruzione della frase relativa varia a seconda che l’antecedente sia determinato:
        Es. L’uomo con cui ho parlato = l’uomo che ho parlato con lui.
• oppure indeterminato:
          Es. Un uomo con cui ho parlato = un uomo io ho parlato con lui.
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