News Updates :

PALESTINA, LA LUNGA STORIA DI UN CONFLITTO

giovedì 2 febbraio 2012


MEDIO ORIENTE, LA LUNGA STORIA DI UN CONFLITTO

Scontri cruenti, stragi, morti e feriti che si contano ogni giorno. Il Medio Oriente continua ad essere terra di sangue e continua lo scambio di accuse che arabi e israeliani si rivolgono reciprocamente. Un intrigato intreccio di problemi e rivendicazioni riesploso con violenza dopo l'11 settembre, ma che affonda le sue radici in una lunga storia di conflitti. Percorriamo insieme le principali tappe della storia di una regione da cento anni sospesa tra guerra e tentativi di pace.

In principio fu "Terra di Canaan"

Regione storica del Medio Oriente situata tra il Giordano a Est, il mar Mediterraneo a Ovest, il Libano a Nord e il Sinai a Sud, la Palestina è ricordata dalla Bibbia come "Terra di Canaan", dal nome della popolazione (Cananei) che vi si insedia nel III millennio a.C. La regione assume l'attuale nome di "Palestina" nel periodo ellenistico. Nel V sec. a. C. vi giungono gli Ebrei, che la denominano Terra di Israele. Nel 634 d. C. viene conquistata dagli arabi, che vi regneranno per oltre un millennio e mezzo, fatta eccezione di alcuni brevi intervalli di tempo. A partire dal 1516 la Palestina conosce la dominazione turca, che durerà fino al termine della Prima Guerra Mondiale.

Prima che questo avvenga, sul finire del XIX secolo si forma il movimento sionista, una organizzazione di ebrei europei nata con lo scopo di creare in Palestina un nuovo Stato ebraico, inteso come ritorno all'antica patria perduta dopo la diaspora: Israele. La Gran Bretagna si schiera a favore di questa iniziativa e nel 1917, con la Dichiarazione di Balfour, riconosce il diritto degli ebrei a un "focolare nazionale ebraico". Quindi iniziano i primi stanziamenti dei coloni ebrei in Palestina, che continueranno con ritmi crescenti negli anni successivi.

Contemporaneamente comincia ad emergere un nazionalismo arabo, che si oppone al dominio turco, e si manifestano le prime avvisaglie di tensione tra la comunità araba e quella degli immigrati ebrei.


Il mandato britannico
Con la dissoluzione dell'Impero ottomano, alla fine della Grande Guerra, la Palestina viene attribuita come mandato alla Gran Bretagna.
Da subito gli inglesi devono fare i conti con una sempre crescente tensione tra arabi ed ebrei. A seguito di ciò, nel 1937 propongono una spartizione del territorio palestinese, che viene accettata dagli ebrei ma non dagli arabi. La proposta viene così messa da parte.
Frattanto s'intensifica l'immigrazione degli ebrei provenienti da tutta Europa, in seguito alla diffusione della persecuzione antisemita e all'estensione delle leggi razziali.
Dopo la guerra, l'idea della suddivisione viene ripresa, questa volta dalle Nazioni Unite. Nel novembre 1946 l'Onu decide di divisione la Palestina in uno Stato arabo e in uno ebraico, con Gerusalemme città internazionale.
Nel 1948 termina il mandato britannico.

La nascita dello stato d'Israele

Nel maggio 1948 i leader ebraici proclamano lo stato di Israele. I palestinesi non accettano e, con i paesi della Lega araba (Egitto, Transgiordania, Libano, Iraq, Arabia Saudita, Yemen), attaccano immediatamente (1948 - 1949). E' la prima di una lunga serie di guerre. Le vie di Gerusalemme diventano teatro di scontri armati violentissimi, che causano migliaia di morti da entrambi le parti. Il conflitto vede la sconfitta dei palestinesi, che saranno costretti a cercare rifugio nei territori arabi circostanti. Al termine della guerra, Israele stabilsce confini simili a quelli della Palestina sotto il mandato britannico. La parte della regione più prossima al fiume Giordano passa sotto la sovranità
della Giordania, insieme con la parte orientale di Gerusalemme. La striscia di Gaza viene occupata dall'Egitto.

La guerra del 1956
Nel 1956 Israele partecipa alla spedizione anglo - francese contro l'Egitto, che aveva nazionalizzato il Canale di Suez, ottenendo il controllo del Sinai e della "striscia" di Gaza. Presto, però, l'intervento dell'ONU e la pressione congiunta di USA e URSS inducono Israele al ritiro.

La "guerra dei sei giorni"

Nel 1967, in risposta a quelli che riteneva i preparativi di un attacco da parte di Egitto, Siria e Giordania, Israele lancia un attacco preventivo contro tutti e tre i suoi vicini. In soli sei giorni, le truppe israeliane sconfiggono l'esercito arabo e riescono a strappare il Sinai all'Egitto, Gerusalemme Est e la Cisgiordania alla Giordania, le alture del Golan alla Siria.
Nel frattempo la guerriglia palestinese si è organizzata attorno all'OLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina, che dal 1969 sarà guidata da Yasser Arafat.

La "guerra del Kippur"

Nel 1973 scoppia una nuova guerra, innescata da un attacco egiziano nella festività ebraica del Kippur. La guerra si risolve in pochi giorni, grazie alla mediazione dell'Onu.

Cercando la pace

Gli accordi di pace con l'Egitto del 1979 - accordi di Camp David - stabiliscono il ritiro degli israeliani dal Sinai.
Nello stesso periodo, però, si apre un fronte di crisi con il Libano, dai cui confini partivano le azioni dei guerriglieri dell'Olp. L'esercito israeliano entra nella regione, occupandone la parte meridionale e rimuovendo i combattenti dell'Olp. Il ritiro dal Libano avverrà in modo graduale e sarà completo solo nel 1985.
Frattanto nei territori occupati della Cisgiordania e della striscia di Gaza scoppia l'Intifada,[g] la rivolta[/g] delle pietre: i palestinesi , soprattutto i più giovani, attaccano gli israeliani con lanci di pietre e con armi di fortuna.

La disponibilità dell'Olp e del governo israeliano ad aprire trattative con la mediazione americana portano all'accordo di pace sottoscritto a Washington Accordi di Oslo, settembre 1993) dal leader palestinese Arafat e dal premier israeliano Rabin. Con questa intesa l'Olp ammette per la prima volta il diritto all'esistenza dello Stato ebraico mentre gli israeliani accettano l'autonomia di Gaza e Gerico, che diventerà operativa nel maggio del 1994. Per questi accordi Yitzhak Rabin, Shimon Peres e Yasser Arafat otterranno il premio Nobel per la pace.
Nel 1994 viene firmato un trattato di pace tra Israele e la Giordania, con il quale il regno hashemita ottiene il controllo dei luoghi santi musulmani a Gerusalemme. Re Hussein di Giordania aveva già rinunciato alla sovranità sulla Cisgiordania in favore dei palestinesi.

Oltre ai palestinesi, tra i vicini di Israele solo la Siria non ha ancora firmato un accordo di pace. Su questo fronte i problemi riguardano le alture del Golan. Tra l'11 e il 24 luglio si tiene a Camp David un incontro tra il presidente americano Bill Clinton, il primo ministro israeliano Ehud Barak e il presidente dell'Autorità palestinese Yasser Arafat. Ma anche queste trattative falliscono. 
Oggi la situazione in Medio Oriente è più che mai intrigata. Il raggiungimento di un accordo di pace sembra quanto mai difficile.



Share this Article on :
Ads arab tek

© Copyright Universtudy 2010 -2011 | Design by Herdiansyah Hamzah | Published by Borneo Templates | Powered by Blogger.com.