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Parafrasi, Alla musa, Ugo Foscolo

sabato 11 febbraio 2012

Il testo

Pur tu copia versavi alma di canto
su le mie labbra un tempo, Aonia Diva,
quando de’ miei fiorenti anni fuggiva
la stagion prima, e dietro erale intanto 

questa, che meco per la via del pianto
scende di Lete ver la muta riva:
non udito or t’invoco; ohimè! soltanto
una favilla del tuo spirto è viva. 

E tu fuggisti in compagnia dell’ore,
o Dea! tu pur mi lasci alle pensose
membranze, e del futuro al timor cieco.

Però mi accorgo, e mel ridice amore,
che mal ponno sfogar rade, operose
rime il dolor che deve albergar meco.

Parafrasi 1

Eppure tu, o Musa, un tempo versavi sulle mie labbra una feconda abbondanza di poesia, quando la prima stagione della mia giovinezza fuggiva e dietro di lei veniva questa età presente, che scende con me per una via dolorosa verso la muta riva del fiume Lete: ora ti invoco senza essere ascoltato;ohimè, solo una scintilla dell’antica ispirazione poetica è ancora viva in me.
E tu, o Dea, fuggisti con lo scorrere del tempo, e mi lasci ai pensosi ricordi e ad un timore cieco del futuro.
Perciò mi accorgo, e amore me lo ripete, che rare poesie, frutto di faticosa elaborazione, non riescono a sfogare il dolore che ormai inevitabilmente mi accompagna.

Parafrasi 2
Eppure tu, o Musa dell’Aonia, un tempo infondevi in me una feconda abbondanza di ispirazione poetica, quando fuggiva il primo periodo della mia giovinezza e dietro di lei arrivava intanto questa età presente, che scende insieme con me per una via dolorosa verso la riva muta del fiume Lete: ora ti invoco senza essere ascoltato; ohimè, è ancora viva dentro di me solo una scintilla dell’antica ispirazione poetica. E tu, o Dea, fuggisti con lo scorrere del tempo. E mi lasci ai pensosi ricordi e a un timore cieco del futuro. Perciò mi accorgo, e amore me lo ripete, che rare poesie frutto di [una] faticosa elaborazione, non riescono a sfogare il dolore che [ormai] inevitabilmente mi accompagna. 

Glossario

* Pur: eppure.
* tu… Diva: tu, un tempo, o Musa dell’Aonia (regione greca), infondevi in me abbondanza
(«copia») di ispirazione poetica («canto») vivificatrice («alma»).
* stagion prima: la giovinezza.
*dietro… questa: dopo la giovinezza viene la maturità.
* meco… riva: la maturità, attraverso i dolori («la via del pianto») conduce il poeta verso la morte («Lete»). Il fiume Lete, nella mitologia classica, è il fiume dell’aldilà.
* soltanto… viva: solo una lieve traccia dell’ispirazione poetica di un tempo è rimasta.
* E tu… ore: l’ispirazione si affievolì nel tempo.
* pensose membranze: tristi ricordi.
* del futuro… cieco: la paura del futuro è cieca poiché non si sa nulla di ciò che sarà.
* Però… meco: perciò mi accorgo e me lo ripete Amore (che era stato motivo di ispirazione poetica) che le poesie («rime»), poche («rade») e di difficile elaborazione («operose») non possono («mal ponno») dare sfogo al dolore che dovrà rimanere dentro di me («albergar meco»).

Analisi

 l gioco dei tempi verbali 
Si osservi innanzi tutto l’alternanza dei tempi: l’imperfetto nella prima quartina, con ripetizione della desinenza verbale -iva in rima (Diva:fuggiva, vv. 2-3), con eco in versavi (v. 1, -avi è palindromo di -iva); il presente nella seconda quartina, in cui campeggia il pronome questa (parte di vita) (v. 5) che si oppone alla stagion prima (v. 4), a sottolineare la divisione dell’esistenza di Foscolo in due parti.
La successione dei tempi verbali è significativa: all’imperfetto, che indica azione reiterata nel passato (versavi, fuggiva), segue il tempo presente (scende,t’invoco, è viva), a descrivere lo stato di affievolimento dell’ispirazione e di disperata invocazione; il passato remoto indica la definitiva scomparsa della Musa (E tu fuggisti, v. 9): il risultato è l’abbandono del poeta in un presente (lasci, v. 10) nel quale egli appare stretto fra il pensieroso ricordo del passato e la paura del futuro. In seguito a questo (Però, ovvero perciò) Foscolo si accorge che la sua
poesia dovrà trovare altre vie espressive.

Crisi dell’ispirazione e preludio alla nuova poesia
Foscolo canta l’angoscia connessa all’incertezza dell’ispirazione: l’espressione muta riva (v. 6) allude alla morte, ma anche al silenzio e quindi alla morte della poesia; infatti il silenzio (muta riva) è l’antitesi dell’abbondanza della parola (copia [...] di canto).
Il momentaneo affievolirsi dell’ispirazione prelude a un nuovo tipo di poesia, che Foscolo realizzerà nei Sepolcri: una poesia non lirica, ma di tono epico, un carme che unisce alla passione dei sentimenti la riflessione filosofica, etica, politica; in questo senso è significativa l’espressione rade [...] rime, che allude molto probabilmente alle rime sparse di Petrarca e quindi alla tradizione lirica italiana, oltre la quale Foscolo intende andare.
Questa condizione di sospensione fra il ricordo del passato e il timore del futuro è dunque anche la condizione per un salto qualitativo del poeta, il quale dovrà trovare un modo più universale e meno individualistico di esprimere la fatalità dell’umano destino. L’espressione il dolor che deve albergar meco (v. 14) esprime il fatale destino personale, che nei Sepolcri sarà riassorbito nel destino dell’umanità, solennemente espresso nei versi finali del carme: finché il Sole / risplenderà su le sciagure umane.
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