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Parafrasi, Alla Sera, Ugo Foscolo

sabato 11 febbraio 2012




In questo sonetto il poeta dialoga con la sera come se fosse una creatura vivente e la rappresenta bella come una divinità e sempre invocata dal suo cuore, sia nell’estate quando ad accompagnarla con letizia sono le nuvole di quella stagione e i venti che portano il sereno, sia nella stagione invernale  quando porta con sé tenebre e inquietudine. Essa è per il poeta il simbolo di quella sera definitiva e misteriosa che è la morte e lo induce a riflettere sul proprio destino di uomo e sulla rapidità con cui il tempo fugge via. Ma con il tempo fuggono anche i troppi affanni nei quali si consuma la sua esistenza. Intanto, mentre il poeta contempla la pace della sera, le guerre che si dibattono nel suo cuore cessano, concedendogli una tregua.



                   Alla sera (Ugo Foscolo)

Forse perché della fatal quiete
tu sei l’immago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all’universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

Metro: sonetto di endecasillabi rimati ABAB ABAB CDC DCD.

Glossario:



*. Forse… sera: Forse perché  tu sei l’immagine della morte («fatal quiete»), giungi così gradita («cara») a   me, o sera.
* e quando… sereni: e quando le nuvole estive e le dolci brezze della sera, che portano il sereno, ti accompagnano lietamente («ti corteggian liete»).
* e quando… meni: e quando dall’aria carica di neve (nella stagione invernale) porti all’universo tenebre inquiete e di lunga durata.
* sempre… tieni: giungi sempre desiderata, e occupi con dolcezza la parte più nascosta («le secrete vie») del mio cuore.
* Vagar… eterno: mi fai vagare coi miei pensieri sulle vie («orme») che vanno verso la morte («nulla eterno»).
* questo reo tempo: questo tempo crudele, questa vita, ma il poeta si riferisce anche al difficile periodo storico in cui vive.
* e van… si strugge: e se ne vanno con esso (il tempo) le schiere («torme») delle preoccupazioni, degli affanni («cure») per cui («onde») esso si consuma con me («meco»).
* e mentre… pace: e mentre io contemplo la pace che tu porti (il poeta si rivolge sempre alla sera).
* dorme… mi rugge: si placano quei contrasti che ruggiscono dentro di me, che lacerano il mio animo.


Parafrasi e costruzione diretta del sonetto "Alla sera".

O sera, tu sei per me molto preziosa
forse perché sei simile alla morte.
E quando le leggere nuvole e
i venti estivi ti accompagnano 
e quando tu conduci dal cielo nevoso
all'universo le tenebre pesanti e lunghe
tu scendi sempre desiderata, e sostieni
con soavità i miei pensieri più intimi.
Tu mi fai meditare con i miei pensieri
che mi portano al nulla eterno; e intanto
questo ostile tempo fugge e con lui
le mie molte preoccupazioni se ne vanno,
per cui egli si consuma con me;
e mentre io contemplo il tuo silenzio,
la mia anima, che dentro di me
è tumultuosa, si placa.

Il tema della poesia.
Il tema di questo sonetto del Foscolo è la sera, vista come l'immagine della morte, la morte intesa come "Fatal quiete", cioè come una dimensione cosmica atemporale, ma anche come pace dell'anima. La sera è, per Foscolo, l'icona della morte e per questo motivo è molto cara al poeta. Ma affine a questo tema emerge dalla poesia anche un altro tema fondamentale e cioè il sofferto rapporto tra il desiderio di pace del poeta e il senso angoscioso della vita che lo travaglia. La sera è descritta dal Foscolo sia come portatrice di bei tramonti estivi, accompagnata da venti leggeri, sia come portatrice di serate invernali tenebrose e nevose; ma, in entrambi i casi, la sera è sempre desiderata, perché essa conosce e sorregge i più intimi pensieri e le più segrete aspirazioni del poeta. Quindi il Foscolo, rivolgendosi direttamente alla sera, dice che la sua esistenza lo induce a meditare sulla vita e sulla morte, sul "Nulla eterno" cioè sulla condizione dell'uomo post-mortem che si configura come un
annullamento totale e definitivo della vita. Ma a questa dimensione indefinita ed infinita del “Nulla eterno” si contrappone il tempo immediato e fuggente che passa velocemente portandosi con sé tutte le avversità del poeta; ma intanto, il tempo stesso, in sé stesso e per sé stesso, si distrugge e si dilegua. E mentre il poeta contempla il silenzio e la pace della notte, la sua anima, agitata dalla ribellione interiore, per un attimo si placa e si calma godendosi la dolcezza del riposo.


Sintesi e coerenza: inizio, sviluppo e conclusione della poesia.
Il sonetto inizia con l'invocazione della sera che raffigura la morte, la "fatal quiete".
Il sonetto poi descrive la sera estiva accompagnata da nuvole passeggere e da venti leggeri, e descrive la sera invernale con nuvole tenebrose e con un'aria nevosa; ma in entrambe le situazioni climatiche la sera è sempre ben accettata dal poeta, perché essa conosce i suoi pensieri più intimi.. Ma la contemplazione della sera induce il poeta a meditare sulla morte, sul “nulla eterno", che si contrappone al tempo immediato, che fugge velocemente portandosi i molti affanni che intristiscono l'animo del poeta, il quale, infine, guardando la pace della sera, per un breve momento si placa.

Il messaggio della poesia.
Il messaggio della poesia è certamente il contrasto tra il desiderio di pace del poeta e la negatività del presente storico. Il poeta esprime tutto il suo dolore e la sua tristezza aspettando e guardando la sera come momento di pace e di riflessione sulla morte. Foscolo attende con ansia la sera, come momento di liberazione e di pace, per placare le sue ansie e le sue preoccupazioni. La sera placa la sua anima ribelle e guerriera e gli dona un momento di riposo, liberandolo dalla tristezza del giorno.
Come la sera attenua i dolori del giorno, così la morte libera dalle avversità della vita. Ma il poeta sa bene che la similitudine tra la sera e la notte è incompleta e parziale, perché, mentre il sonno della morte è definitivo e totale, il buio della sera porta soltanto a un'attenuazione dalle avversità del giorno e la sera è soltanto un momento di breve riposo perché il nuovo giorno continua gli affanni e i dolori del giorno prima. Ma proprio perché la sera permette il riposo e dunque la ripresa della vita è per questo motivo più positiva e desiderata della morte, la quale, invece, non dà nessun riposo ma porta all'annullamento totale e definitivo e al "Nul La tesi della poesia.
La tesi della poesia è quella di presentare la sera come metafora della morte, che suscita la pace nell'animo del poeta. Ma la tesi della poesia è anche quella di sintetizzare la visione di vita del poeta; secondo il Foscolo la morte annulla ogni cosa e, rifacendosi alla filosofia sensistica e materialistica dell'illuminismo e del rinascimento, il poeta concepisce la vita dell'universo come un ciclo perenne di nascita, di morte e di trasformazione della materia, che costituisce l'unica realtà. Ma da questa Weltanschauung di sottofondo la poesia lascia trasparire anche la Sehnsucht, cioè l'aspirazione struggente e inappagata all'Infinito, un atteggiamento di inquietudine e di nostalgia, un desiderio di conoscere ciò che sta fuori dai limiti del finito, e sofferenza per l'impossibilità di appagare tale desiderio. Il sentimento della
Sehnsucht, che verrà espresso dai romantici, è già presente nel Foscolo e ciò dà l'esatta misura del suo genio poetico, in sincronia con le più alte idee filosofiche e letterarie del suo tempo. Dunque la sera, sia essa estiva sia essa invernale, costituisce per il Foscolo un breve, ma indispensabile, riposo nella continua lotta contro le avversità del "reo tempo". Nel sonetto, Foscolo costruisce un'immagine eroica di sé che emerge dallo scontro dell'uomo generoso e appassionato con una realtà storica che genera senso di sradicamento e di infelicità. La tesi della poesia è una riflessione di Foscolo sulla vita e sul tempo, sulla vita piena di dolori e sul tempo che passa, ma anche il tempo è niente di fronte all'immensità e incommensurabilità dell'universo. Fatti, personaggi, tempi e luoghi della poesia.
La poesia esprime i sentimenti del poeta verso il "reo tempo" e verso le avversità che lo affliggono. La sera è per Foscolo l'immagine della morte, ma anche un momento di riposo e rilassamento per la sua anima ribelle che il poeta dentro sé sente urlare e ruggire come fa il leone quando lancia i ruggiti di attacco verso le prede, oppure quando, dopo la lotta, ruggisce per rilassarsi dal combattimento intrapreso. 
La Weltanschauung del poeta.
La Weltanschauung del Foscolo, che emerge dalla poesia e dall'intera raccolta, è quella di vedere e concepire l'universo materialisticamente, secondo la filosofia del Rinascimento e secondo la filosofia sensistica dell'Illuminismo. Ma emerge anche una Weltanschauung sorretta da una forte Sehnsucht e basata su una forte cultura classicista. Infine emerge anche lo spirito libero, irrequieto, passionale, ribelle e indipendente del poeta.

Analisi della forma.
Il genere della poesia.
Il genere della poesia è lirico, perché esprime i sentimenti del poeta.
La metrica della poesia.
La poesia è un sonetto con rima, secondo lo schema ABAB ABABA CDC DCD.
Le figure retoriche della poesia.
Le più importanti figure retoriche della poesia sono: l'ossimoro, l'enjambement e
l'antitesi
L'ossimoro del primo verso è "fatal quiete" e il "Nulla eterno" del decimo verso.
L'enjambement è nei versi 5-6 (inquiete/ tenebre e lunghe). 
L'antitesi si trova negli ultimi due versi "e mentre io guardo la tua pace, dorme/ quello spirto guerriero ch'entro mi rugge".
Per ultimo la coesione e la coreferenza della poesia è altissima, fatta da un gioco di
rimandi interni, dovuto anche ad un lessico ricercato ed omogeneo.
Le figure foniche della poesia sono: le allitterazioni dei suoni chiari delle vocali “e” ed “i” nelle quartine e dei suoni cupi delle vocali “o” ed “u” delle terzine.

Il tono emotivo della poesia.
La poesia esprime i sentimenti di pessimismo e di preoccupazione che agitano l'animo del poeta intristito dalle avversità del "reo tempo" ed esprime altresì la sua volontà di allontanarsi dal presente ed immergersi in una dimensione cosmica e fuori dal tempo, nella morte, che è totale annullamento ma anche pace, in cui si placa il tumulto interiore. Ma la sera è anche la confidente del poeta; è il momento in cui il poeta riflette sulla propria vita e sulla morte chiarendo a se stesso la sua visione di vita. Il tono emotivo della poesia è languido e melanconico perfettamente uguale ai sentimenti di pessimismo espressi.

Il lessico della poesia.
Il lessico è altamente letterario, costruito con parole auliche e poetiche. Molti sono i latinismi (reo, aere, secrete, torme, cure) che danno al sonetto un alta forma classica e neoclassica, mentre i sentimenti espressi sono decisamente romantici. 
Il linguaggio della poesia è molto poetico, dovuto alla scelte di parole letterarie, ai latinismi e alle allitterazioni delle vocali, ma anche alla presenza di consonanti doppie.

Il sonetto è dunque la sintesi della cultura e dei tempi in cui si trovò a vivere Foscolo:
dominio delle passioni, secondo le indicazioni di Johann Joachim Winckelmann, ma concetti nuovi come la Sehnsucht, propria dei romantici.


La poesia è composta da periodi paratattici e ipotattici. Nelle quartine i periodi son più ampi e complessi, mentre nelle terzine i periodi sono più corti e concitati. Il movimento ampio delle  quartine è affidato al parallelismo delle due frasi coordinate
                                                     (E quando …e quando).
La lexis della poesia.
La lexis della poesia è affascinate e suggestiva, ricca di richiami vocali e di una ricercatezza lessicale che le danno grazia e levità. Ma il più importante procedimento formale consiste nell'accostare immagini contrastanti, in modo da ottenere quel chiaroscuro che è considerato dalla critica come una delle conquiste più importanti della poesia foscoliana.

Aspetti estetici della poesia.
La bellezza della poesia deriva innanzitutto dalla perfetta sintesi tra linguaggio poetico e sentimenti sottesi, dal tono emotivo languido e dalle riflessioni filosofiche ed esistenziali che il poeta sviluppa nel breve componimento poetico, raggiungendo elevate altezze poetiche ed estetiche.






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