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Parafrasi, In orte del fratello Giovanni, Ugo Fosco

sabato 11 febbraio 2012


il testo

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentili anni caduto.
 
La madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto:
ma io deluse a voi le palme tendo;
e se da lunge i miei tetti saluto,
 
sento gli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch’io nel tuo porto quiete.
 
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l’ossa mie rendete
allora al petto della madre mesta.


Parafrasi
Un giorno, se io non andrò sempre spostandomi in esilio, mi vedrai seduto sulla tua tomba (pietra, sta per 'tomba'; è frequente nella poesia sepolcrale), o mio fratello, a piangere la tua gentile giovinezza troncata nel suo fiorire dalla morte.

Ora solo la madre, trascinando la propria vecchiaia, parla di me alle tue spoglie mute (cenere muto, è sintagma comune nella poesia antica e poi nel filone sepolcrale settecentesco). Ma io non posso che tendere a voi inutilmente (deluse, qui vale 'invano') le mani e salutare solo da lontano la mia casa (i miei tetti),

Sento gli dei ostili e gli affanni interiori (le secrete cure) che sconvolsero la tua vita (spingendoti al suicidio), e invoco anche io la pace della morte (porto, nella tradizione è metafora frequente della morte come ultimo approdo all'esistenza).

Fra tante speranze questa sola mi resta! Gente straniera, rendete le mie spoglie alle braccia dell’ addolorata madre

Tema: Il sonetto “In morte del fratello Giovanni” è dedicato appunto al fratello Giovanni che si era ucciso nel 1801 a Venezia per motivi legati a debiti di gioco. In questa opera appaiono diversi temi tipicamente foscoliani come il tema dell’esilio inteso come la divisione del proprio nido familiare; il tema della morte come luogo di quiete e di pace, con la speranza che le proprie ossa vengano poi confortate da un pianto familiare. Importante e significativa è l’immagine della madre che ha un colloquio con il figlio morto parlandogli di quell’altro figlio vivo e lontano.
Nelle sue opere ricorre spesso il ricordo della famiglia, il sentirsi solo e l’aver bisogno, come in questo caso, dell’affetto materno almeno dopo la morte. Secondo Foscolo la morte è tranquillità, pace, il non dover affrontare la vita, a lui troppo stretta. Foscolo esprime l’amore verso la famiglia, il dolore che prova per la morte giovane del fratello, la delusione nei confronti del destino e spera solo nella quiete della morte.

Forma metrica: Sonetto formato da due quartine e due terzine. I versi sono tutti endecasillabi (formati da 11 sillabe).
L’Enjambment si verifica quando un’espressione, anziché concludersi alla fine del verso, continua nel verso seguente. Es. le secrete cure (v.9-10)





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