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"Amore e ’l cor gentil sono una cosa", sonetto XX, Dante Alighieri

giovedì 22 marzo 2012


VITA NOVA     XX


Amore e ’l cor gentil sono una cosa,
si come il saggio in suo dittare pone,
e così esser l’un sanza l’altro osa
com’alma razional sanza ragione.


 Falli natura quand’è amorosa,
Amor per sire e ’l cor per sua magione,
dentro la qual dormendo si riposa
tal volta poca e tal lunga stagione.


Bieltate appare in saggia donna pui,
 che piace a gli occhi sì. che dentro al core
nasce un disio de la cosa piacente;


e tanto dura talora in costui,
che fa svegliar lo spirito d’Amore.
E simil face in donna omo valente.


Glossario
Il saggio = Guido Guinizelli (in seiner Lehrkanzone „Al cor gentil“); pone: afferma.
 Sire: signore.
 Magione: dimora.
 Costui = il cuore.

Commento
Questo sonetto si divide in due parti: ne la prima dico di lui in quanto è in potenzia; ne la seconda dico di lui in quanto di potenzia si riduce in atto. La seconda comincia quivi: Bieltade appare. La prima si divide in due: ne la prima dico in che suggetto sia questa potenzia; ne la seconda dico sì come questo suggetto e questa potenzia siano produtti in essere, e come l’uno guarda l’altro come forma materia. La seconda comincia quivi: Falli natura. Poscia quando dico: Bieltade appare, si riduce in uomo, poi come si riduce in donna, quivi: E simil face in donna.
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