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Matteo Maria Boiardo (1441-1494)

venerdì 16 marzo 2012

Il più grande poeta volgare del ‘400. Nato a Reggio Emilia visse anche a Ferrara. Si avvicina al cavalleresco con più serietà.

L’Orlando innamorato: Poema CAVALLERESCO e non epico, perché questi autori scrivono queste opere a così grande distanza dai fatti avvenuti (epoca carolingia)che lo scopo non è più quello di proporre ideali trovabili nella quotidianità (battaglie vere…), poichè nella loro epoca non erano più attuali: si incominciano ad inventare storie per divertire la corte.
Boiardo fonde assieme ciclo CAROLINGIO (guerresco) e BRETONE (amore e avventura) formando così quello CAVALLERESCO.

TRAMA
“Angelica, una bellissima fanciulla, figlia di Galafrone re del Cataio, viene in Francia alla corte di Carlo Magno. Tutti i più famosi cavalieri di Francia si innamorano di lei e quando ella ritorna in Oriente la seguono, dimentichi di ogni impegno di onore e fedeltà. Solo Rinaldo torna a Parigi, avendo bevuto alla fontana dell’odio nelle Argonne, mentre Angelica si è innamorata di lui avendo bevuto alla fontana dell’amore. Orlando, innamoratissimo di Angelica, dà grandissime prove di valore, combattendo sotto le mura di Albracca, dove è rinchiusa Angelica e dove infine capita pure Rinaldo. Rinaldo torna ancora a Parigi e Angelica lo segue, facendosi accompagnare da Orlando; ma proprio in questo viaggio di ritorno, la vicenda d’amore si inverte. Angelica beve alla sorgente dell’odio e Rinaldo a quella dell’amore. I due cugini sotto le mura di Parigi si azzuffano per amore di Angelica, che vuole sottrarsi ad entrambi e Carlo Magno per evitare contese, consegna Angelica al vecchio Namo, duca di Baviera, promettendola a quello dei due che avrebbe dato maggior prova di coraggio nella battaglia che sarebbe stata combattuta di lì a poco…”

2° metà del ‘400: Boiardo uno dei maggiori esponenti della ripresa della lingua in volgare.
Ricca di dialettismi: Koinè Padana (dal greco: Koine’ Dialektos: non attico puro, capito ovunque): durante il periodo ellenistico cominciano ad avere importanza anche altre città quali Alessandria d’Egitto.
La lingua volgare del Boiardo non è puro italiano, è stata definita Koinè Padana.
Dopo la Divina Commendia il Boiardo scrive il primo vero poema in lingua volgare.
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