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"TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE" Dante Alighieri

giovedì 22 marzo 2012

Sonetto 
schema: ABBA-  ABBA, CDE- EDC 
Il sonetto descrive gli effetti che la vista di Beatrice produce, quasi in gara con  le lodi rivolte da  Guinizzelli ( Voglio del ver  la mia donna laudare) e da Cavalcanti ( Chi è questa che ven,  ch’ogn’om la mira)  alla donna amata. 

Spiegazione 
1- 4
 gentile: significa “nobile”, della nobiltà derivante dalla perfezione morale 
onesta: significa il trasparire nei gesti, nelle azioni di questa nobiltà interiore.  
pare: appare,  “ si manifesta con pena evidenza” .   “Tale è l’evidenza della nobiltà e del decoro di  colei che è mia Signora , nel suo salutare, che ogni lingua trema tanto da ammutolire e gli occhi non osano guardarla” (Contini)  Pare  è parola tematica, compare anche nella seconda quartina e nella seconda terzina, nella prima è sostituita da mostrasi.
Quindi l’apparire di Beatrice  è manifestazione, la sua bellezza fisica è il trasparire esteriore della sua nobiltà e bellezza morale. 
la donna mia: unica denotazione di carattere soggettivo, in quanto D. , nel sonetto non vuole parlare di sé, ma di B. e di quello che la sua presenza opera in tutti quelli che la incontrano.  
L’aggettivo tuttavia non vuole indicare possesso, ma la volontà espressa del poeta di essere fedele a  quell’ideale di bellezza, esteriore ed interiore, che la donna incarna. 


5- 6
 si va: incede, procede benignamente d’umiltà vestuta: l’umiltà interiore ( che è dolcezza, mitezza, modestia), l’umiltà  dell’animo riveste anche il suo atteggiamento esteriore, traspare nel suo atteggiarsi. 


7-8
 e…mostrare: allude all’origine divina dell’anima  di B., come di ogni uomo, e al fatto che ella  per la sua bellezza e integrità interiore è una rivelazione del divino, in quanto in lei riluce più  intensa la  somiglianza con Dio propria di ogni uomo. 


9
mostrasi:  coblas capfinidas. Riprende il mostrare del verso precedente, secondo il modo dei  provenzali ( ma lo abbiamo trovato anche in Jacopo da Lentini). L’artificio contribuisce a  segnare  la continuità del discorso suddiviso nelle due parti del sonetto ( fronte , le due quartine, sirma, le due terzine) 


13- 14
un spirito:  un’ispirazione amorosa che si rende visibile (pare), espressa al modo di  Cavalcanti degli spiriti (vedi primi capitoli della vita nova) che sono le personificazioni delle facoltà  dell’anima. 
sospira: esprime l’anelito del cuore, la sua nostalgia piena di desiderio per quell’ideale di purità e  perfezione celeste che si rivela nella donna . 

Analisi e Commento 
Tanto gentile e tanto onesta pare/ la donna…….saluta : subito, fin dal primo verso, la figura di  Beatrice, il suo saluto, si accampano di fronte agli occhi del lettore, che diviene parte, insieme a  Dante, del coro di coloro che la contemplano.  
La nobiltà del suo atteggiamento, interiore (gentile) ed esteriore (onesta) si comunica nel saluto e  suscita in chi la osserva un sentimento di riverente soggezione, “ogne lingua devien tremando  muta,/e li occhi no l’ardiscon di guardare”, creando un sentimento di sospensione  e di attesa, come  una domanda, a cui danno risposta i versi successivi, nei quali la realtà della donna si  riassume in  un movimento “ella si va” . E in effetti ella è un movimento, è  l’abbraccio del  cielo alla terra: “par  sia cosa venuta di cielo in terra” per rivelare qualcosa di stupefacente , “miracol mostrare”; in  questo sta il senso del suo apparire sulla terra, la cui fugacità sembra presentita nella brevità di  quell’ espressione : “ella si va “ . 
 Il discorso procede scandito da due verb pare e mostrare, che ne  ribadiscono  il senso: Beatrice “tanto gentile e tanto onesta   pare”,  “e  par che sia una cosa venuta /di cielo in terra a miracol mostrare”,  “Mostrasi sì piacente” “e par che da le sue labbia si mova”.  
Dante, come ha dichiarato nella prosa introduttiva, non intende darci  un ritratto di Beatrice, bensì spiegare ciò che ella, con la sua presenza, opera in chi sa cogliere nella sua bellezza e nella sua mite modestia la manifestazione della sua natura di segno, di rimando cioè alla Bellezza e al Bene , con la b maiuscola. E ’il desiderio ( “e va dicendo a l’anima: Sospira.”) di quella Bellezza, di quel Bene, che a Dante si è rivelato nell’incontro con Beatrice, insieme alla certezza che quel Bene e quella  Bellezza esistono davvero e si può, da subito, cominciare a gustarne.
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