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Tanto gentile e tanto onesta pare, parafrasi e analisi

venerdì 13 aprile 2012



DANTE ALIGHIERI, VITA NUOVA, CANTO XXVI                                     
    Tanto gentile e tanto onesta pare…         

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta10,
ch'ogne lingua devèn tremando11 muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

 Ella si va12, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta13;
e par che sia una cosa14 venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi15 una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova16:

e par che de la sua labbia17 si mova
spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira

Glossario
10 Il testo, apparentemente limpidissimo, va però ripristinato nella sua interpretazione tecnica (“Colei che è mia signora dà, quando saluta [alla lettera: saluta qualcuno], sensibile evidenza di tale nobiltà spirituale e alto decoro”).
11 “Per il suo tremare”.
12 Funzione media rispetto a va (“s’impegna nel suo andare”).
13 “Con l’apparenza esterna della benevolenza”.
14 “Si manifesta per un essere”.
15 È la fisica ovidiana dell’innamoramento, ripresa con particolare sottogliezza nella Francia del secolo precedente (l’anonimo volgarizzamento poetico dell’Eneide chiamato Eneas, il romanzo di Chrétien de Troyes Cligés, ecc.).
16 “Ineffabile, comprensibile solo per esperienza diretta”. Eco cavalcantiana.
17 “Vólto” (frequente, anche in contesto spregiativo, nella Commedia: il vocabolo non implica connotazione soave).

 Parafrasi

La mia donna si mostra tanto gentile e tanto onesta quando porge agli altri il suo saluto al punto che ogni lingua ammutolisce per il tremore e gli sguardi non osano rivolgersi a lei.

Ella procede,sentendosi elogiare,con quell’atteggiamento di umiltà che ispira benevolenza;e appare come un essere sceso dal cielo sulla terra a manifestare la potenza divina.

Si mostra con una tale bellezza a chi la guarda che dona, attraverso gli occhi, una dolcezza al cuore che può capirla solo  chi la prova:e sembra che dal suo viso emani una soave ispirazione amorosa che suggerisce all’anima:<<Sospira!>>

Analisi ed interpretazione

“Tanto gentile e tanto onesta pare”è il sonetto di Dante Alighieri che ben sintetizza i concetti-chiave della poetica dello Stil Novo, cioè i binomi amore-virtù, donna-angelo e amore-cuore gentile.Ora l’amore per la donna si innalza ad un livello superiore rispetto all’amore cantato dai trovatori, perché  esso tende ora alla perfezione celeste.
Notiamo immediatamente che la forma del sonetto,rispetto ai componimenti dei trovatori e dei poeti della scuola siciliana, è nuova e dolce, non artificiosa e fine a se stessa; è infatti regolare e piana nella sintassi,armoniosa nei suoni,fluida e pacata nel ritmo:tutto questo favorisce un senso di serenità e uno stato di stupore e di estasi.In particolare, con riferimento al lessico, i verbi più che evocare situazioni concrete rimandano a significati e immagini astratte.Infatti Dante descrive una condizione psicologica e spirituale, chiarendo bene gli effetti benefici suscitati dall’apparizione della sua donna che si manifesta attraverso segni fugaci (il saluto e lo sguardo). Anche i verbi “mostrasi” e “pare” tolgono fisicità alla donna per renderla spirituale e per farne un oggetto di contemplazione.
 Di Beatrice non viene descritto l’aspetto fisico, perché è incorporea ed è resa spirituale ed è in grado di migliorare gli altri e farli avvicinare a Dio.Gli altri, di fronte a Beatrice, sono passivi e subiscono cambiamenti fisici e psicologici:ammutoliscono, sospirano, abbassano lo sguardo, provano ammirazione, stupore.
L’apparizione di essa è pertanto miracolosa e i suoi occhi e il suo viso suscitano sentimenti di purezza e dolcezza profonda che si infondono nel cuore non solo del poeta, ma di tutti coloro che la ammirano.  
Ben si comprende, al termine della lettura, che Beatrice non si può raggiungere fisicamente,ma solo attraverso la nobiltà e la gentilezza dell’animo.
Con questo sonetto Dante non ha voluto descrivere quindi uno spettacolo o un fatto concreto, bensì  rappresentare uno stato d’animo e soprattutto ribadire la  nuova e rivoluzionaria concezione dell’amore.
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