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Natalia Ginzburg e Lessico famigliare (prima parte)

martedì 5 giugno 2012


Introduzione
Con la nostra tesi di laurea intendiamo presentare la vita e l´opera di una della più grandi scrittrici italiane del Novecento; Natalia Ginzburg.
Nel primo capitolo, intitolato La vita della Natalia Ginzburg, vogliamo fissare l´attenzione sopra la famiglia della Ginzburg. Nella prima parte del primo capitolo diamo un´occhiata al periodo tra le due guerre mondiali, al tempo teso e difficile in cui la scrittrice cresceva ed all´ambiente antifascista che la influenzò. Man mano presentiamo i singoli membri della sua famiglia ( i genitori e i suoi quattro fratelli ). Nella seconda parte del capitolo ci orientiamo alla vita personale della scrittrice e presentiamo i suoi mariti.
Sulle pagine del secondo capitolo, intitolato Le opere di Natalia Ginzburg, facciamo vedere le discipline letterarie di cui la scrittrice si occupava. Il capitolo è diviso in quattro parti, intitolate La narrativa, Le opere teatrali, La saggistica, La poesia. Menzioniamo i suoi componimenti delle singole discipline e facciamo schema delle loro trame e anche dei temi più usati dalla Ginzburg.
Nell´ultimo capitolo della nostra tesi ci orientiamo sul capolavoro della Ginzburg, romanzo Lessico famigliare. L´opera, scritta negli anni Sessanta, raffigura la sua propria famiglia, la sua infanzia e l´adolescenza. Nella prima parte di questo capitolo presentiamo la trama del libro. Nell´altra parte abbiamo intenzione di prendere in esame i personaggi più importanti del libro; i membri della famiglia Levi. Man mano mostriamo i loro caratteri, i loro gusti e piaceri e con l´appoggio dei brani del testo possiamo meglio conoscerli e immaginarli. La terza parte del capitolo viene orientata al narratore e in quella ultima diamo un´occhiata alla lingua e particolarmente al lessico famigliare che rende il libro molto interessante e straordinario. Si tratta del lessico unico e appartiene solamente alla famiglia dei Levi. Intendiamo seguire di che cosa viene composto e ai brani scelti del testo mostriamo il suo uso.
1. La vita di Natalia Ginzburg
Nella storia d´Italia c´è una grande mancanza delle donne-scrittrici. Durante i secoli operano poche. Nel Novecento, in relazione con i cambiamenti della società e con il miglioramento delle condizioni femminili, le donne penetrano di più nella cultura italiana. Nel 1913 viene pubblicato il romanzo di Grazia Deledda2, Canne al vento. Più tardi scrivono Elsa Morante, Anna Maria Ortese e anche Natalia Ginzburg.

1.1. La famiglia
Natalia Ginzburg, nata Levi, vide la luce il 14 luglio nel 1916 a Palermo, il capoluogo della Sicilia. Il padre Giuseppe, ebreo e di origine triestino, era professore di anatomia comparata all´Università di Palermo e la madre Lidia, cattolica e di origine lombarda, era casalinga.
Quando nacque la Ginzburg, i Levi avevano già quattro figli, tre maschi e una femmina. Si chiamavano Gino, Mario, Alberto e Paola. Essendo la minore dei figli, la Ginzburg si sentiva molto isolata e esclusa da tutti i membri della famiglia. ˝ La scrittrice, ultima, come si è detto, di cinque figli, è spettatrice assorta della vita familiare e sociale che si svolge attorno a lei e alla quale sembra quasi non partecipare, come distratta in se stessa, ma di cui nulla le sfugge e di cui è avida come di un alimento che istintivamente sa necessario.˝ 1 L´isolamento della scrittrice si approfondì di più durante la scuola elementare, la quale faceva in casa per decisione del padre. Il padre si preoccupava della salute di Natalia, aveva paura delle malattie e dei microbi che erano a ogni angolo. Lo stato fisico della figlia sembrava al padre più importante di quello psichico. Ma l´effetto era la più profonda esclusione dai coetanei. La Ginzburg voleva la loro compagnia ma contemporaneamente ne aveva paura. Per rafforzare se stessa cominciò a scrivere le poesie e i primi racconti. Cercò di esprimere i suoi sentimenti e i desideri più intimi e di comunicare con gli altri tramite la scrittura. I primi tentativi della scrittrice sfortunatamente non si sono conservati.
Come abbiamo già menzionato, la Ginzburg nacque a Palermo dove il padre insegnava anatomia. Ma nel capoluogo di Sicilia la famiglia visse solo fino al terzo anno della vita di Natalia. Nel 1916 si trasferirono a Torino, il capoluogo del Piemonte, dove il padre ottenne la catedra di biologia. Così Palermo restò solo il luogo della nascita di Natalia, mentre la città di Torino in cui cresceva e diventava donna, era importante per la formazione della sua personalità.
A Torino, nei primi anni del Fascismo, come nel resto del paese, si cominciarono a rivelare anche gli avversari del regime fascista, crearono le opposizioni molto spesso isolate. La vita degli italiani venne controlata dal governo, cominciarono arresti, persecuzioni e confini dei nemici del regime. In questo clima la scrittrice cresceva e ne diventava interessata.. Apparteneva a una famiglia antifascista che conosceva Cesare Pavese, amico vicino della Ginzburg,
Filippo Turati che la famiglia aiutò a scappare in Francia nel 1926 e anche Carlo Levi e anche molti cospiratori del regime di Mussolini.
Il fatto molto importante nella lotta contro il fascismo era la fondazione della casa editrice Einaudi, la quale fu fondata nel 1933 a Torino da Giulio Einaudi. Era un centro importante attorno a cui si concetravano i giovani del celebre liceo D´Azeglio. Pubblicarono testi russi, inglesi, saggi sull´economia americana: per dirla in breve – i libri dei paesi nemici dell´Italia. Più tardi rivelarono anche tratti di rivoluzione e di socialismo. Molti collaboratori della casa editrice furono arrestati per l´attività contro il regime e mandati in confino. Fra molti arrestati era Cesare Pavese nel 1935 e anche lo stesso Giulio Einaudi. Queste persecuzioni continuarono fino alla caduta del fascismo nel 1945.
All´attività antifascista si aggiunsero anche i fratelli della Ginzburg. Il fratello Mario e i suoi compagni di un gruppo antifascista portavano in Svizzera opuscoli. Nel 1934 Mario e il suo amico Sion Segre furono fermati sul confine svizzero dalla guardia doganale che cercava sigarette, invece trovarono materiali di carattere politico. Entrambi due furono arrestati e condotti alla polizia, ma Mario riuscì a scappare in Svizzera, passando a nuoto il lago. Questo avvenimento provocò altri arresti a Torino a causa della ricerca dei cospiratori. Fra molti arrestati ci fu anche l´altro fratello della Ginzburg, Gino, suo padre e anche Leone Ginzburg, il futuro marito della scrittrice. Un anno dopo fu arrestato anche l´ultimo dei fratelli Levi, Alberto e fu mandato in confino in Rocca di Mezzo. Il suo arresto suscitò un gran stupore nella famiglia perchè non si era mai occupato di politica.









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