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SIGMUND FREUD : TOTEM E TABU’

lunedì 29 ottobre 2012

11. TOTEM E TABU’
Sigmund Freud, nel libro Totem e tabù (1912-1913), studio pubblicato dopo esser apparso a puntate sulla rivista Imago, presenta le sue riflessioni dal punto di vista psicanalitico, dopo aver studiato a fondo l’opera antropologica di James George Frazer Totemismo ed esogamia (poi Ramo d’oro).
È un tentativo di applicare punti di vista e risultati della psicoanalisi a problemi non ancora risolti della psicologia dei popoli.

Prende in esame i popoli rimasti allo stato primitivi anche alla nostra epoca, in particolare le tribù dell’Australia. Compara la psicologia dei popoli primitivi con quella del nevrotico.
Si propone di creare un legame fra etnologisti, linguisti, studiosi di folklore da una parte e psicanalisti dallaltra.
Prende in esame il concetto di tabù e di totemismo. Mentre il primo ha conseguenze anche nella vita dell’individuo attuale nella sua fase infantile e in caso di malattia nevrotica, il totemismo sembra un problema non riguardare la società odierna, in quanto circoscritto ad un sistema tribale senza leggi e senza capi, guidata solo dai divieti imposti, cioè dai tabù.

11.1. TOTEM
La parola totem deriva dalla forma totam. Consiste in un oggetto sacro, un animale, una pianta, un elemento naturale, legato al clan da un rapporto particolare. E’ considerato simbolo della tribù, contraddistingue lappartenenza alla tribù stessa e forma un di legame di parentela fra tutti i membri di essa.
In Australia esistono anche oggi tribù arretrate, che si dividono in clan, ognuno dei quali prende il nome dal proprio totem.

11.2. TOTEMISMO
Il totemismo è una delle fasi più interessanti dellevoluzione sociologica dei popoli primitivi. E’ ritenuta anche la più antica religione del genere umano, che sopravvive presso i cannibali e altre popolazioni selvagge.
Secondo la credenza dei selvaggi, il totem è il progenitore del clan e nello stesso tempo il suo genio tutelare. Il legame che tiene uniti i seguaci dello stesso totem è anche più forte del vincolo di consanguineità: impone doveri sociali, fra cui notevole è la legge dell’esogamia (proibizione assoluta di rapporti sessuali con persone dello stesso clan), legato soprattutto all’orrore dell’incesto.
Mentre per i singoli è proibito toccare il totem, esiste una specie di riunione sacra in cui tutta la tribù si raccoglie per uccidere e cibarsi del totem. E’ un’azione collettiva con valore speciale. Intensifica il vincolo di fratellanza degli appartenenti al clan.
Il banchetto totemico, con luccisione del totem, progenitore/padre del clan, è visto da Freud come una relazione con il complesso edipico, cioè con quellinsieme di sentimenti: odio/amore, ammirazione/ gelosia per il padre e di larvata concupiscenza per la madre (argomento fondamentale della sua teoria) come causa primordiale dellazione. Freud interpretava queste caratteristiche delle tribù primitive con mezzi psicoanalitici e, più precisamente, era del parere che lanimale totemico simbolizzasse la figura del padre e che i due tabù corrispondessero ai divieti derivati dal complesso di Edipo: il divieto di parricidio e il divieto di incesto. Questo avrebbe dato conferma del carattere universale del complesso di Edipo, che sarebbe stato tipico non solo di una determinata epoca o cultura, ma dellumanità nella sua totalità.
Il complesso edipico, se non risolto, porta, secondo Freud, a varie forme di nevrosi della società moderna. Per spiegare questo fenomeno, Freud aveva costruito un’ipotesi, sulla base degli studi di Darwin: immaginò che gli uomini primitivi fossero vissuti in piccole comunità, in cui un solo maschio adulto, il padre, aveva avuto il possesso di tutte le donne e quindi aveva espulso dal gruppo i figli maschi, potenziali avversari. I fratelli cacciati si erano poi radunati e coalizzati contro il padre, che avrebbero ucciso e si sarebbero cibati delle sue carni: di qui sarebbe scaturita la pratica del pasto totemico, una festa che, da un lato, celebrava limmedesimazione dei figli con il padre, interiorizzato come avviene con un cibo, e, dallaltro lato, stabiliva legami di solidarietà tra i parricidi, accomunati dalla colpa e dal rimorso per lazione nefanda. Farebbero eccezione le società melanesiane, caratterizzate da una discendenza matrilineare, anziché patrilineare, e dal conferimento di autorità al fratello della madre, e non al padre.
La ripetizione del pasto totemico, era diretto a controllare il senso di colpa. Da allora si era costituito un sistema di divieti, a partire dal divieto di incesto, per regolare i rapporti sociali. Nell’attualità, i nevrotici moderni risentono di questo senso di colpa.
Secondo Freud stesso, mentre il problema del tabù avrebbe trovato nel libro una soluzione quasi definitiva, non altrettanto è avvenuto per quanto riguarda il "totemismo", per cui è possibile solo avanzare ipotesi concordanti con i dati acquisiti dallo studio psicanalitico, applicato a quelle forme di totemismo, di religiosità primitiva, che si presentano tuttora negli anni di sviluppo, di evoluzione infantile.

11.3. IL TABU’
Tabù è una parola di origine polinesiana. Corrisponde al termine latino sacer, a quello greco hagos e a quello ebraico kodaush. Il tabù coincide ad oggi un imperativo categorico (confronta Kant). Consiste in una proibizione assoluta che costringe e che respinge ogni motivazione cosciente.
Gli oggetti tabù sono contemporaneamente sacri ed esecrandi, cioè racchiudono un sentimento ambivalente: L’ambivalenza ha un peso molto superiore sui popoli primitivi che non su quelli civilizzati; essa costituisce la base del tabù, risultato di un tentativo intimo di sovrapporre un amore a un odio originario. I divieti derivanti dai tabù appaiono naturali a coloro che li subiscono, pur non avendo nessuna motivazione logica. Sono proibizioni talmente forti che, nella convinzione di aver mancato gravemente, la persona muore davvero. Infatti, chi, anche involontariamente, trasgredisce a un divieto imposto dal tabù, diventa a sua volta tabù e paga con la morte il suo atto.
Nel gruppo totemico vigono due tabù, cioè due divieti assoluti: non uccidere lanimale totemico (neppure mangiarne la carne), e non contrarre matrimonio se non allesterno del gruppo, con membri di diverso totem (regola dell'esogamia).
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