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Divina commedia: IL PURGATORIO

martedì 25 febbraio 2014

·     L’architettura del Purgatorio è molto più semplice di quella dell’Inferno , perché nel Purgatorio ci sonoI ladri , gli assassini, i fraudolenti e i traditori non hanno nessuna speranza di salvezza.
sono quelli che hanno commesso uno dei 7 peccati capitali.
·     Il purgatorio è una montagna che sta nell’oceano disabitato che ricopre la metà meridionale, australe, della sfera terrestre. Ha la forma di un cono, però lassù non vi è una punta, ma una pianura.
·     Il Purgatorio è antipodo di Gerusalemme, cioè è posto nella sfera terrestre nel punto diametralmente opposto a Gerusaleme; tutto ill mondo dantesco si svolge intorno a una linea ideale, che, partendo, da sotto questa città, è per così dire l’asse intorno al quale si apre il grande imbuto infernale, raggiunge il centro della terra, risale nell’emisfero australe, costituisce l’asse interno della montagna del Purgatorio, per sboccare quindi nel centro del Paradiso terrestre. (BOSCO, Umberto Dante - il Purgatorio. 2.ed. Torino: ERI, 1967. p.8)
·  Ai piedi della montagna c’è una spiaggia. La parte inferiore del monte e la spiaggia costituiscono l’antipurgatorio. Il purgatorio comincia solo a una certa altezza della montagna.
·   Il purgatorio è diviso in sette gironi, in ognuno di essi si espia una dei sette vizi capitali in ordine decrescente di gravità. Il girone più lontano da Dio, ospita i superbi e l’ultimo i lussuriosi. I peccatori che possono avere speranza di salvezza sono: i superbi, gli invidiosi, gli iracondi, gli accidiosi, gli avari e i prodighi, i golosi e i lussuriosi.
·     Il custode della montagna è Catone Uticense, eslatato da Dante nel Convivio come  “il più santo degli eroi, il più degni di significare Iddio , eroe e simbolo della fedeltà alla libertà morale, mantenuta a costo della vita, e perciò posto qui dove le anime, attraverso l’espiazione materiale e spirituale, si vanno conquistando  la libertà dello spirito. (Dizionario TEA, p.131).
·    Virgilio spiega a Catone la ragione del loro viaggio e gli chiede permesso di condurre Dante per i girone del Purgatorio. Catone gli ordina allora di lavare il viso di Dante e di cingerlo con uno dei giunchi che nascono m verso la spiaggia, questo è un rito simbolico di purificazione e umiltà.
·     la seconda cantica è una lunga preparazione al ritorno di Beatrice, ed è naturale che riaffiorino alla memoria poetica di Dante quelle tonalità formali che erano state al centro dell'esperienza verbale della Vita Nuova. Attraverso strappi, diversioni verso il recupero realistico, memorie della presente situazione d'Italia, incontri con amici e con poeti (è il Purgatorio la cantica dove più fitto vive il motivo del reincontro con gli amici della giovinezza e con i maestri del suo tirocinio letterario), tutta la cantica tende verso il ritorno di Beatrice, e ciò reca con sé echi delle occasioni poetiche più elevate della Vita Nuova, reminiscenze di alcune ballate dalla ondosa musicalità, di erranti fantasmi di sogni "cortesi" come nel sonetto Guido, i' vorrei, momenti di abbandono. (PETROCCHI, G. Il Purgatorio di Dante.  Milano: BUR saggistica, 1998.)
LE GOFF, J. La nascita del Purgatorio. Torino:Einaudi, 1996.p.386)
·     La purgazione sulla montagna si compie in tre modi: con un castigo materiale (che mortifica le passioni e incita alla virtù); con la meditazione sul peccato da purgare e sulla virtù che ne è l’opposto (il Purgatorio contiene un trattato delle virtù e dei vizi), con la preghiera che purifica l’anima, la fortifica nella grazia di Dio e ne esprime la speranza. (LE GOFF, J. La nascita del Purgatorio. Torino:Einaudi, 1996.p.386)
·     Il principio che informa la ripartizione delle anime nei gironi è l’amore. Il fondamento comune di tutti i peccati è l’assenza dell’amor di Dio, cioè del bene... La montagna del Purgatorio restaura il vero amore, la scalata del Purgatorio è una risalita verso il bene. 
·     Tutta la logica di questo Purgatorio montano risiede nel progresso che si compie salendo: ad ogni passo l’anima progredisce, diventa più pura [e più leggera – e  più rapida, al contrario di quelle che vanno nell’antipurgatorio].
·     Nel Purgatorio la giustizia divina (che fa soffrire le anime) si confonde con la misericordia e con la speranza di modo che attenua la sofferenza man mano che ci si eleva.

L’ANTIPURGATORIO

·     Qui stanno gli scomunicati e le anime che tardarono a pentirsi fino all’estremo della vita, e perciò devono aspettare qui un tempo variamente stabilito, prima di cominciare la penitenza che gli porterà al Paradiso.
·     L’antipurgatorio ha vari Balzi (?) Nel primo si trovano quelli che tardarono a pentirsi per pura negligenza (Belacqua). Nel balzo seguente ci sono i negligenti morti violentementi)

·     Dante e Virgilio devono aspettare il giorno perché non si può salire di notte la montagna del purgatorio. Il poeta è portato a una valletta fiorita dove ci sono anche dei peccatori che tardarono a pentirsi. Dante dorme e sogna che è rapito da un’aquila, ma è salvato da Lucia che lo porta su. Infatti si sveglia alle porte del Purgatorio, dove un angelo con una spada gli scrive in testa 7 P., che rappresentano i 7 peccati capitali e gli saranno cancellati man mano che passerà per i gironi in cui si scontano le pene.

I. - I SUPERBI - canti X, XI, XII.
·      I superbi camminano sotto il peso di pesanti massi che li costringono alla contem-plazione di sculture della superbia punita che ci sono nel pavimento.

·      II. - GLI INVIDIOSI - canti XIII e XIV.
·      Sono coperti dal cilicio e hanno gli occhi cuciti con fili di ferro, sono come mendi-canti , adossati l’uno all’altro e tutti alla parete livida della montagna.
III. - GLI IRACONDI - canti XV, XVI e XVII.
·      Sono immersi entro un soffocante fumo; e  gliesempi di masuetudine e d’ira punita appaiono in una visione statica tutta interiore.

IV. - GLI ACCIDIOSI - canti XVII e XVIII.
·      Qui Virgilio espone a Dante la dottrina dell’amore che ha ispirato l’ordinamento morale del purgatorio. “Tanto il creatore quanto le creature sono soggetti alla legge d’amore. L’amore può essere naturale o d’animo. Il naturale non può peccare; l’amore d’ animo può peccare volgendosi al male o amando troppo o troppo poco il bene. Non potendo l’amore torcere il viso dal soggetto stesso che ama, né potendo il soggetto amante odiare il Primo indisgiungibile, cioè Dio, l’oggetto del male non può essere che il prossimo. Ora al prossimo si può far male in tre modi: sperando eccellenza dalla soppressione del vicino, cioè per superbia; agognado a vendicarsi delle offese, cioè per iracondia. Quanto all’amore del bene con falsa misura, se l’animo è troppo tiepido e lento a conoscere il Sommo Bene e a conseguirlo cade nell’accidia, che è appunto scontata, dopo giusto pentimento nel quarto girone; se l’animo corre con soverchia foga nei beni secondi, si cade in altri vizi, che si scontano nei gironi successivi.” E la ragione di questa ripartizione, Virgilio vuole che Dante la ricerchi da sé. ( MERCATALI, E. Et alii, Per capire la Divinna Commedia. Milano: Tascabili sonzogno, 1990. p. 89/90)

V. GLI AVARI E I PRODIGHI   canti XIX a XXII.
·      Questi giacciono bocconi a terra legati nei piedi e nelle mani. Dante parla Con Adriano V (canto XIX) e Ugo Capeto (cantoXX). Improvvisamente il monte si scuote e da tutte le anime si leva un grido: Gloria in excelsis Deo. Questo succede ogni volta che un’anima ha scontato la sua pena. I due poeti incontrano Stazio, che comincia a parlare del grande Virgilio senza sapere che gli cammina accanto, quando Dante glielo dice lui vuol buttarsi ai piedi del poeta, perché la sua opera fu la causa della sua converzione al cristianesimo.

VI. I GOLOSI  - canti XXII, XXIII e XXIV.
·      I golosi, irriconoscibili per la magrezza, soffrono la sete e la fame in un bello bosco con acqua fresca e alberi di odorosi frutti.

VII. I LUSSURIOSI - canti XXV e XXVI.

·      Questo girone è tutto investito dalle fiamme che emanano della costa del monte, restando immune solo l’orlo esterno. Il sole proietta sulle fiamme l’ombra di Dante con meraviglia dei peccatori. Questi sono divisi in due schiere - gli incontinenti e i peccatori contro natura - che camminano in direzioni opposte e, quando s’incontrano, si cambiano un breve bacio e gridano il proprio peccato. Un angelo invita i viaggiatori a andare di là delle fiamme. Dante ha paura e Virglio riesce a convincerlo, quando gli racconta che al di là potrà vedere Beatrice. 


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