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DIVINA COMMEDIA: L’ INFERNO

martedì 25 febbraio 2014

Þ   Il regno della dannazione, come Dante lo ha concepito, si estende verso il centro della terra, sotto incontinenza, violenza o matta bestialità, malizia.
Gerusaleme, in nove cerchi concentrici che vanno restringendosi dall’alto in basso,è un immenso abisso a forma di imbuto (funil), e in essi i dannati sono distribuiti in modo che le pene, in relazione alle colpe, sono tanto più gravi quanto più si scende. Questa progressione di gravità corrisponde alla teoria aristotelica esposta da Virgilio nel canto XI, sulla quale è basata la struttura morale dell’inferno dantesco, che consiste in una triplice ripartizione dei peccati, per
Þ  Il 1º genere di peccati è meno gravi perché comprende le colpe commesse per il sorvecchiare della passione sulla ragione.
Þ   Il 2º e il 3º genere di peccati sono più gravi per l’intervento, nel peccato, della ragione e della volontà.
Þ   L’Inferno  rappresenta il peccato, cioè il rinchiudersi dell’anima, dimentica della sua vocazione verso l’infinito e l’eterno nella materialità e nel tragico limite della passione; è la vita terrena fine a se stessa, chiusa nella sua miseria e nel suo effimero essere di cui i dannati avvertono, ora tragicamente, tuta l’insufficienza, ma invano, perché qui è morta per sempre la speranza, e con essa la vita e ogni possibilità di riscatto. I colloqui tragici e desolati col poeta, i dannati gli rivelano il loro peccato e il loro destino di disperata, eterna solitudine e morte.
Þ   Il paesaggio cupo e tenebroso, la natura selvaggia e snaturata riflettono il caos, la disperazione.
Þ   L’Inferno è un’immensa voragine che ha la forma di un cono rovesciato e giunge fino al centro della terra. I peccatori sono suddivisi in nove cerchi.
Þ  L’Inferno  è il tormento eterno che nasce dalla privazione di Dio, unica e vera felicità dell’uomo e dalla condanna ad essere sempre soli con se stessi e col proprio infamante e avvilente peccato.

DIVISIONE DEI CERCHI INFERNALI
·      Dante immagina di cominciare il suo viaggio nel venerdì santo del 1300 (il 7 aprile)
·      L’ANTINFERNO
canto III
IGNAVI
L’ACHERONTE -è il primo fiume che porta le anime all’inferno,nella barca di Caronte.
costretti a correre dietro a un’insegna, nudi, perseguiti da mosconi e vespe.
{Celestino V}
I.     LIMBO
canto IV
I non battezzati, i pagani, maomettani illustri, eroi e sapienti dell’antichità pagana.
Non soffrono pene materiali, ma sospirano perché sono private della visione di Dio, per l’eternità.
II. LUSSURIOSI
canto V

All’entrata di questo cerchio c’è Minosse che giudica le anime. {Paolo e Francesca da Rimini, Cleopatra, Elena da Troia}
Sono travolti da una bufera incessante (è la legge del contrapasso) quelli che si lasciarono travolgere dalle passioni, ora sono travolti dalla bufera
III.  GOLOSI
canto VI
A guardia di questo cerchio sta Cerbero, che latra caninamente con tre gole. {Ciacco}
I golosi giacciono bocconi a terra, costretti a mangiare fango e a bere acqua sporca, sotto una pioggia di grandine.
IV. AVARI E PRODIGHI
canto VII
A guardia di questo cerchio sta Pluto, il mitologico Dio delle richezze, che accoglie il poeta con oscure parole d’ira e di minaccia.
{qui la maggior parte dei peccatori è gente della Chiesa}
I dannati sono costretti a volgere per forza di petto grandi massi, e, divisi in 2 schiere, percorrono in senso opposto i 2 semicerchi: quando s’incontrano si dicono mutua/e le loro colpe.
V. IRACONDI E ACCIDIOSI
Accidia in questo caso è il tedio dell’animo.
canto VIII
Questo cerchio è costituito dalla pallude dello STIGE {Filippo Argenti}
Il conducente della barca che attraversa lo stige è Flègias.
Qui gli iracondi si dilacerano nel fango e gli accidiosi giaciono in fondo al fiume.

Alle porte della città di dite, i diavoli si opongono all’entrata dei viaggiatori, chiudoendogli le porte in faccia e chiamando Medusa perché, con il suo sguardo, impietrisca Dante. Virglilio gli copre gli occhi con le mani. Una specie di bufera sorge dal cielo, apre le porte e sparisce tanto veloce come apparve.

CITTÀ DI DITE (O DI LUCIFERO)       canto IX
            CERCHIO                            PECCATORI                       CASTIGO
VI. ERETICI ED EPICUREI
canti X e XI
Gli epicurei non credevano all’immortalità dell’anima.
{Farinata degli Uberti- uno dei più fieri ghibelini di Toscana}
Qui ci sono delle tombe infocate.
VII. VIOLENTI
DIVISO IN TRE GIRONI
A guardia c’è il Minotauro e i Centauri - il cui capo, chirone, da ai poeti come guida Nesso.
canti XII a XVI
In questo giro c’è il FLEGETONE - fiume di sangue bollente (Attila)
In una selva paurosa sono i violenti contro sé stessi e i propri averi. {Pier della Vigna}. I suicidi perdono la forma umana.

Qui sono i violenti contro Dio (bestemmiatori)- e contro la natura. (sodomiti)
Sono immersi nel Flegetone i violenti contro la vita e gli averi del prossimo.
I suicidi sono trasformati in alberi. Le loro foglie sono straziate da Arpie. Quelli che hanno buttato via le richezze sono perseguitati e sbranati da feroci cagne nere.
Sono in un deseto arenoso sul quale piove fuoco. {Brunetto Latini}
VIII. MALEBOLGE
FRAUDOLENTI
Il cerchio delle malebolge è diviso in 10 bolge o valli circolari concentriche.
canti XVII a XXX
1ª  sedutori
  adulatori
simoniaci (che hanno fatto commercio di cose sacre - {Papa Niccolò III} (canto XIX)

  indovini  (canto XX)


barattieri (appropriazione indebita dei soldi pubblici.- XXI)
  ipocriti (cantoXXIII)

7ª  ladri (canto XXIV e XXV)
Consiglieri fraudolenti {Ulisse e Diomede} (Canto XVI)
seminatori di discordie, di scandali e di scismi {Maometto}
10ª falsari di metalli, di persone, di parole.
camminano in senso inverso e sono battuti da demoni.
immersi nello sterco
confitti capovolti in piccoli pozzi e con le piante dei piedi accese in viva fiamma.
costretti a camminare lentamente, col viso stravolto verso la parte posteriore del corpo
tuffati entro la pece (piche) bollente
camminano lentamente sotto il peso di cappe di piombo dorato al di fuori.
corrono fra serpenti e sono anch’essi trasformati in serpenti.
rinchiusi entro lingue di fuoco.
sono feriti e straziati dalla spada di un demonio.
10º afflitti da varie ripugnante malattie -lepra- (cantoXXIX)

IL COCITO
Finite le malebolge, i viaggiatori vedono giganti dal ventre in su con la parte inferiore dell’immenso corpo addossata alla parete del corpo, e i piedi piantati sul fondo. Uno di essi, Anteo, sollecitato da Virgilio, prende i poeti e li depone sul fondo, nella pianura gelata del Cocito.(canto XXXI)
            CERCHIO                              PECCATORI                                  CASTIGO
IX. TRADITORI
C’è l’ultimo fiume dell’inferno: il COCITO
canto XXXII a XXXIV
Sono distinti in quattro regioni:
1ª Caina - traditori dei parenti
2ª Antenora - traditori della patria (prende il nome da Antenore traditore di Troia) - {Ugolino}
3ª Tolomea - traditori degli ospiti (prende nome da Tolomeo governatore di Gerico)


4ª Giudecca - traditori dei benefattori (della Chiesa e dell’Impero)
(cano XXXIV)


immersi nel giaccio con viso all’ingiù.
immersi nel ghiaccio col viso eretto.
immersi nel ghiaccio col viso fuori, le loro lacrime si raffredano immediatamente: la loro anima pùo piombare nell’inferno appena compiuto il tradimento, mentre il corpo vive ancora sulla terra, occupato da un demonio.
i dannati sono totalmente confitti entro il ghiaccio, distesi o diritti o stravolti. Nel centro, che è pure quello della terra, sta sospeso Lucifero.

Þ   Lucifero, mostruoso, ha sei ali e tre facce, una rossa, una gialla e una nera, simboli, rispettivamente, dell’odio, dell’impotenza e dell’ignoranza.
Þ   Nelle tre bocche egli lacera coi denti Giuda, Bruto e Cassio, traditori di Cristo, e di Cesare, cioè delle supreme autorità, spirituale e temporale.
Þ   Virgilio, fattosi abbracciare al collo da Dante si lascia calare giù lungo le coste vellose di Lucifero sino al centro della terra, lo attraversa e, capovolgendosi, risale lungo le gambe del mostro infernale.

Þ  I due poeti si trovano così nell’emisfero australe e per un cammino buio e malagevole, risalendo il corso di un ruscelletto, camminano senza riposo, finché per un pertugio (buraco, abertura) tondo, riescono a «riveder le stelle». È il 9 aprile (dizionario TEA, p.124 a131).
Sezione dell'inferno

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