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Guittone d ‘ Arezzo, Tutt’or ch’eo dirò gioia, gioiva cosa

martedì 25 febbraio 2014

Tuttor ch’eo dirò gioi, gioiva cosa,
intenderete che di voi favello,
che gioia sete di beltà gioiosa
e gioia di piacer gioioso e bello:

e gioia in cui gioioso avenir posa,
gioi d'adornezze e gioi di cor asnello;
gioia in cui viso è gioi tant'amorosa
ched è gioiosa gioi mirare in ello.

Gioi di volere e gioi di pensamento
e gioi di dire e gioi di far gioioso
e gioi d'onni gioioso movimento.

Per ch'eo, gioiosa gioi, sí disioso
di voi mi trovo, che mai gioi non sento
se 'n vostra gioi il meo cor non riposo.

Glossario
  • Tuttora : ogni volta
  • intenderete : capirete
  • favello: parlo, racconto
  • beltà: bellezza
  • posa: si risiede, trova dimora
  • adornezza: eleganza
  • asnello: snello
  • mirare : guardare
  • pensamento: pensare
  • onni: ogni
  • per ch'eo...: per cui io...
  • disioso: desiderioso
  • riposo: appago
Parafrasi

Ogni volta che io dirò «gioia», [o] essere che dà gioia [: l’amata], capirete  che parlo di voi, che siete gioia di bellezza gioiosa e gioia di piacere gioioso e bello, e gioia in cui risiede (posa) bellezza (avenir= avvenenza) gioiosa, gioia di eleganza e gioia di corpo (cor; franc. ant. “cors”) snello, gioia nel cui volto (viso) [c’]è gioia che innamora a tal punto che  è una gioia gioiosa guardare (mirare) in lui [: il corpo]. [Siete] gioia di volere e gioia di pensare (di pensamento) [qualcosa] e gioia di dire e gioia del comportamento (di far) gioioso e gioia di ogni movimento gioioso: per cui io, [o] Gioia gioiosa [: l’amata], sono così desideroso di voi, che non provo  mai [nessuna] gioia se non appago il mio cuore nella gioia che voi date. Movimento: può valere anche ‘momento’. Gioi: c’è qui, attraverso il *senhal, riferimento al nome (o soprannome) della destinataria.

Commento
Il sonetto è costruito sulla replicacio della parola gioia, e intende esprimere, attraverso questo insistere su di essa, l’intensità della gioia d’amore. In questo caso l’artificio giunge a un risultato poetico convincente perché, usato con maestria, conferisce al sonetto un tono di fervido entusiasmo.

Questo *sonetto, rientrante nella produzione amorosa di Guittone, rappresenta un esempio del virtuosismo retorico dell’autore, essendo tutto basato sulla *replicazione del vocabolo “gioia”, ripetuto, con i suoi derivati, venticinque volte in quattordici versi. L’“estremismo” stilistico non toglie che la composizione esprima con naturalezza entusiasmo e la radicalità dell’esperienza d’amore, variando il tema, in se stesso convenzionale, della donna amata come fonte di ogni felicità.



Canzoniere, a cura di L.
Leonardi, Einaudi, Torino 1994.

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