News Updates :

Ritratto della mia bambina (1920), Umberto Saba

giovedì 27 febbraio 2014

La mia bambina con la palla in mano,

con gli occhi grandi colore del cielo
e dell’estiva vesticciola: 1 «Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te».
Ed io pensavo: Di tante parvenze2
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.3
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia4
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.5

Glossario
1 gli occhi grandi... vesticciola: il complemento di qualità è reso mediante l’ellissi della preposizione del (del colore del cielo). La descrizione dell’abbigliamento della bambina  chiarisce il tempo dell’ambientazione della poesia (l’estate).
2 parvenze: immagini, apparenze esteriori.
3 assomigliare: il verbo ha valore transitivo: “paragonare, equiparare”. Nota l’anastrofe* a quali... assomigliare. Costruisci: “a quali (parvenze) io posso paragonare la mia bambina”.
4 scia: nei vv. 8-10 l’allitterazione* della s (schiuma, scia, sperde) viene ulteriormente sottolineata dalla ripetizione del suono sc, a volte duro (schiuma), a volte dolce (esce, scia).
5 cose leggere e vaganti: questo verso dà il titolo a tutta la raccolta, che entrò poi a far parte del Canzoniere.

Riassunto 
La figlia con la palla in mano chiede al padre di uscire, per andare a giocare. Il poeta è affascinato dalla sua bellezza, e pensa a che cosa la può paragonare. Certamente la può paragonare alla schiuma marina che biancheggia sulle onde; al fumo che esce dai tetti e che il vento disperde; anche alle nuvole, che si formano e si disfano in cielo; ed anche ad altre cose leggere e vaganti.

Commento
1. Come di consueto la poesia è semplice e chiara. È una delle migliori del Canzoniere, perché raggiunge una estrema leggerezza, che richiama la leggerezza del Dolcestil novo, ad esempio del sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare di Dante, ma anche la produzione poetica leggera e melodiosa del classicismo secentesco, quella di Gabriello Chiabrera (1552-1638), e la produzione elegante dell’Arcadia, in particolare le canzonette di Paolo Rolli (1687-1765) e di Pietro Metastasio (1698-1782). I tre rapidi e immediati paragoni finali ricordano proprio le tre metafore (che sono anche iperboli) della canzonetta Belle rose porporine di Chiabrera.
2. Il poeta canta la donna, anzi è forse uno dei pochi poeti che canta la moglie e che non sdoppia la donna nella moglie, che è utile, e nella donna ideale, la donna dei propri desideri. Ma si allarga anche ad altre figure della famiglia e fuori della famiglia. Qui canta la figlia, altrove canta Glauco, “un fanciullo dalla chioma bionda”, poi Il garzone con la carriola (tutte poesie confluite nel Canzoniere), poi un bambino, Il piccolo Berto (un’intera raccolta di poesie).

3. La poesia rimanda al genere letterario dei ritratti o degli autoritratti; rimanda anche, per contrasto, a Rosso Malpelo e a Ranocchio, i due ragazzini che lavorano nella miniera, della novella Rosso Malpelo (1878) di Verga. Un’altra ragazzina è Silvia a cui Leopardi dedica l’idillio A Silvia, che si preparava a varcare il limitare della fanciullezza, o il “garzoncello scherzoso” dell’ultima strofa de Il sabato del villaggio. I gio-vanissimi peraltro hanno avuto poco spazio nella produzione letteraria.


Share this Article on :
Ads arab tek

© Copyright Universtudy 2010 -2011 | Design by Herdiansyah Hamzah | Published by Borneo Templates | Powered by Blogger.com.