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"Ahi lasso, or è stagion de doler tanto" Guittone d’Arezzo

mercoledì 28 maggio 2014

Ahi lasso, or è stagion de doler tanto
a ciascun om che ben ama Ragione,
ch’eo meraviglio u’ trova guerigione,
ca morto no l’ha già corrotto6 e pianto,
5 vedendo l’alta Fior sempre granata
e l’onorato antico uso romano
ch’a certo pèr, crudel forte villano,
s’avaccio ella no è ricoverata:
ché l’onorata sua ricca grandezza 

10 e’l pregio quasi è già tutto perito
e lo valor e’l poder si desvia.
Oh lasso, or quale dia 

fu mai tanto crudel dannaggio audito?
Deo, com’hailo sofrito,
15 deritto pèra e torto entri ’n altezza?


Glossario 

1. Ahi lasso: ahimè.
2. or ... tanto: ora è il momento di lamentarsi (doler tanto).
3. a ... ragione: per chiunque ( a ciascun om) ami in modo giusto la ragione.
4. ch’eo ... guerigione: e mi chiedo con meraviglia (eo meraviglio) dove (u’) trovi conforto. Il soggetto è ciascun om.
5. ca ... pianto: e come il dolore e il lutto ( corrotto) ancora non lo abbiano ucciso ( morto).
6. l’alta ... granata: la nobile Firenze ricca di frutti (granata). La parola fior si riferisce sia al giglio, emblema di Firenze, sia all’antico nome della città.
7. e l’onorato ... romano: e l’antica e nobile tradizione romana di cui la città è erede.
8. ch’a ... villano: che è destinata a perire (pèr),ferocia crudele e priva di cortesia.
9. s’avaccio ...ricoverata: se la città di Firenze ( ella ) non verrà presto ( avaccio) salvata.
10. ché ... perito: poiché la sua grande e rispettata potenza e il suo valore ( pregio) sono quasi del tutto spariti.
11. e ... desvia: e la forza e il potere cambiano strada ( si desvia).
12. or quale dia : in quale giorno.
13. fu ... audito?: fu mai udita una simile sventura?
14. com’hailo sofrito: come hai potuto sopportare?
15. Deritto ... altezza: che il diritto perisca e si imponga il torto?

Commento  
METRO: canzone formata da due piedi in versi endecasillabi e da una sirma nella quale compaiono alcuni settenari.
Questa canzone politica, di cui, a causa delle notevoli difficoltà linguistiche, ti proponiamo solo la prima strofa, è una delle più note di Guittone e trae spunto dalla battaglia di Montaperti del 1260, conclusasi con la disfatta di Firenze, un evento storico che assunse un grande significato per gli uomini del tempo.
Inizialmente l’autore – aretino di nascita ma guelfo per posizione (vedi la rubrica L’extratestualità negli Strumenti di lettura a p. 349) e perciò politicamente vicino a Firenze – lamenta la fine della gloriosa città, contrapponendo la miseria del presente alla grandezza del passato. Ma nelle strofe successive il suo dolore si muta in amaro sarcasmo e nella conclusione egli ironizza polemicamente sul Comune sconfitto, attribuendogli una potenza di cui è ormai privo.

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