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Cosa sai della cintura di castità?

martedì 20 maggio 2014

La storia fa risalire l’utilizzo della cintura di castità alle Crociate, tempo durante il quale i cavalieri partivano per lunghi viaggi in Terra Santa e lasciavano le loro consorti sole in patria.
Per evitare che le donne potessero tradire i mariti, questi imponevano loro di indossare la cintura di castità prima della partenza, cioè gli blindavano letteralmente l’illibatezza con in tasca la chiave della cintura di castità delle proprie mogli.


Ma ci sono testimonianze che collocano la cintura di castità in secoli più recenti, intorno al XIV-XV secolo e negli ambienti dei nobili, anche se il nome con cui veniva chiamata era un altro e precisamente “congegno fiorentino”, dove  nobildonne lo indossavano spontaneamente per evitare stupri e nascite di figli illegittimi. Molti sono i tipi di cintura di castità, ma solitamente lo strumento era composto da una cinta in vita e un’altra a copertura delle parti intime (di solito femminili, anche se esistevano cinture per gli uomini), legate inscindibilmente tra loro e assicurate con diversi lucchetti per impedirne la rimozione. La cintura di castità, dunque, altro non è che un oggetto funzionale a evitare incontri intimi tra uomini e donne in situazioni di promiscuità.

A dimostrare che si tratta di due falsità storiche sono una serie di analisi su diverse cinture di castità tradizionalmente attribuite all’XI-XIII secolo: si sono rivelate di epoca successiva. Persino il British Museum di Londra, che dal 1846 esponeva un “originale”, lo ritirò negli Anni ’90 dalle sue bacheche in quanto falso.

La maggior parte di queste “cinture di castità” fu infatti realizzata nell’Ottocento, quando si consolidò questa diceria sul Medioevo. Molte sono in realtà apribili e riportano frasi oscene, lasciando pensare che si usassero per giochi erotici.


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