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Cristoforo Colombo :«Ho trovato il Paradiso terrestre»

martedì 13 maggio 2014

Non trovo e non ho mai trovato scrittore latino o greco (=cioè quelli che ai tempi di Colombo erano ritenuti i depositari del sapere) che definisca in modo sicuro la posizione del Paradiso terrestre nel mondo, nè l'ho mai vista fissata in alcun mappamondo.Io credo che questa terra che ora le Vostre Altezze hanno ordinato di scoprire sia vastissima e che ne esistano a mezzogiorno molte altre di cui mai si ebbe notizia. [...]

Questi sono i grandi indizi del Paradiso terrestre, perché tale luogo [il delta del fiume Orinoco] è conforme al parere dei santi e dei sacri teologi.(=cioè gli esperti nella interpretazione dei testi sacri)

 Tali segni sono anche molto consoni alla mia idea, giacché non ho mai udito né letto che una quantità d’acqua dolce si trovasse tanto addentro (= nel mare) e  così vicino alla salata. [...]

Ma se invece quest’acqua non dovesse provenire dal Paradiso, lo stupore e la meraviglia sarebbero ancora maggiori, perché non credo esista al monda un fiume così grande e così profondo. [...]

   Aristotele (grande filosofo greco, ritenuto una autorità nella conoscenza della Terra ) ne dice che questo mondo è piccolo e ha poca acqua, e che si può passare facilmente dalla Spagna alle Indie. Questo è confermato da Averroè ( grande filosofo arabo) il cui parere è allegato da Pietro d’Ailly       ( scrittore medievale , che riporta le opinioni di Averroè) che gli dà così la propria autorità, come la  dà a Seneca( grande scrittore latino del 1 sec. d.c). Questi infatti è d’accordo con costoro dicendo che Aristotele poté conoscere segreti del mondo per mezzo di Alessandro Magno (Aristotele era stato l’istitutore di Alessandro Magno come Seneca lo era stato di Nerone, imperatore romano e dai loro potenti allievi avevano ricevuto informazioni sulla Terra) e lui stesso per mezzo di Cesare Nerone e Plinio per mezzo dei romani, i quali tutti spesero molto denaro e adoprarono gente perché con diligenza indagasse gli arcani del mondo e li rendesse noti ai loro popoli. [...] 

In quanto al  fiume, dico che, se non scaturisce dal Paradiso terrestre, proviene da una terra immensa situata a mezzogiorno, della quale finora non si è avuto notizia. Eppure io sono convinto nell’anima che colà dove dissi ho trovato il Paradiso terrestre, e per affermare questo mi fondo sulle ragioni e sulle autorità già citate sopra.
 
SINTESI
 Il brano , che qui ti proponiamo ,  è tratto da una lettera che Colombo scrisse nel 1498 ai sovrani spagnoli per informarli delle scoperte fatte durante il suo 3° viaggio di esplorazione , che lo portò a scoprire le foci del grande fiume Orinoco sulle coste del Venezuela.

Esso illustra bene lo sconcerto e l’imbarazzo provato dagli Europei di fronte ad una realtà nuova e inaspettata. Non solo gli uomini di quella terra  , così diversi nei costumi e nei comportamenti , colpirono gli Europei , ma anche la natura straordinaria ( in questo caso un immenso fiume, l’Orinoco , che riversa grandissime quantità d’acqua dolce nell’Oceano) apparvero fuori dal comune .

 Colombo cerca di riportare queste imprevedibili novità agli schemi della cultura del suo tempo, essenzialmente basata sull’autorità degli scrittori classici ( greci e latini ) e dei testi sacri .Non ci deve stupire  - quindi – questa commistione di autorità religiose e profane per provare che egli ha individuato il luogo dove era situato il Paradiso terrestre. 

 Egli è convinto di trovarsi nelle favolose terre dell’Estremo Oriente ( le Indie appunto ) e faticherà ad accettare l’idea che ha scoperto un nuovo continente .

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