News Updates :

FONETICA E FONOLOGIA

mercoledì 21 maggio 2014

Fonetica: occorre rendersi conto di come sono fatti fisicamente i suoni di cui le lingue si servono. La parte della linguistica che si occupa di questo compito è la fonetica (dal greco phoné “voce, suono”). La fonetica si divide in 3 campi principali:
  1. Fonetica articolatoria: che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono articolati, cioè prodotti dall’apparato fonatorio umano.
  2. Fonetica acustica: che applicando i principi dell’acustica, studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica, in quanto onde sonore che si propagano in un mezzo
  3. Fonetica uditiva: che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono ricevuti, percepiti dall’apparato uditivo umano.
Apparato fonatorio e meccanismo di fonazione: l’apparato fonatorio è l’insieme degli organi e delle strutture anatomiche che l’uomo utilizza per parlare.
I suoni del linguaggio vengono prodotti mediante l’espirazione, quindi con un flusso di aria regressivo: l’aria attraverso i bronchi e la trachea, raggiunge la laringe dove incontra le corde vocali. Quest’ultime, che durante la normale respirazione silente restano separate e rilassate, nella fonazione, possono contrarsi e tendersi avvicinandosi o accostandosi l’una all’altra. Cicli rapidissimi di chiusure e aperture delle corde vocali costituiscono le vibrazioni delle corde vocali. Il flusso d’aria passa poi nella faringe e da questa nella cavità boccale. Nella parte superiore della faringe, la parte posteriore del palato (velo), da cui pende l’ugola, può a questo punto lasciare aperto o chiudere il passaggio che mette in comunicazione la faringe con la cavità nasale.
Nella cavità orale, svolgono una funzione importante nella fonazione alcuni organi mobili o fissi:
-la lingua in cui si distinguono una radice, un dorso e un apice;
-il palato, in cui occorre considerare separatamente il velo e gli alveoli, cioè la zona immediatamente retrostante ai denti;
-i denti;
-le labbra;
-anche la cavità nasale può partecipare al meccanismo di fonazione.
In ciascuno dei punti compresi tra la glottide e le labbra al flusso di aria espiratoria può essere frapposto un ostacolo al passaggio, ottenendo così rumori che costituiscono i suoni del linguaggio. Il luogo in cui viene articolato un suono costituisce un primo parametro fondamentale per la classificazione e identificazione dei suoni del linguaggio; un secondo parametro fondamentale è dato dal modo di articolazione, e cioè dal restringimento relativo che in un certo punto del percorso si frappone o no al passaggio del flusso d’aria. Un terzo parametro è dato dal contributo della mobilità di singoli organi (corde vocali, lingua, velo e ugola, labbra), all’articolazione sei suoni.
In base al modo di articolazione abbiamo una prima grande opposizione fra i suoni del linguaggio; quella fra suoni prodotti senza la frapposizione di alcun ostacolo al flusso d’aria fra la glottide e il termine del percorso (suoni vocalici), e suoni prodotti mediante la frapposizione di un ostacolo parziale o totale al passaggio dell’aria in qualche punto del percorso (suoni consonantici).
I suoni prodotti con la concomitante vibrazione delle corde vocali sono detti “sonori”. Le vocali sono normalmente tutte sonore, le consonanti possono essere sia sonore che sorde.

Consonanti – Modo di articolazione: le consonanti sono caratterizzate dal fatto che vi è frapposizione di un ostacolo al passaggio d’aria. A seconda che questo ostacolo sia completo o parziale, si riconoscono due grandi classi di consonanti:
-consonanti occlusive ostacolo completo
-consonanti fricative ostacolo parziale
esistono suoni consonantici la cui articolazione inizia come un’occlusiva e termina come una fricativa, si tratta di consonanti “composte”, costituite da due fasi che vengono chiamate consonanti affricate.
Abbiamo consonanti laterali quando l’aria passa solo ai due lati della lingua, e consonanti vibranti quando vibranti quando la lingua vibra mediante rapidi contatti intermittenti con un altro organo articolatorio. Abbiamo consonanti nasali quando vi è passaggio dell’aria anche attraverso la cavità nasale.

Luogo di articolazione: le consonanti vengono classificate anche in base al punto dell’apparato fonatorio in cui sono articolate. Partendo dal tratto terminale del canale, abbiamo:
-consonanti bilabiali prodotte dalle labbra o tra le labbra
-consonanti labiodentali prodotte fra le labbra e i denti anteriori
-consonanti dentali prodotte a livello dei denti
-consonanti palatali prodotte dalla lingua contro o vicino al palato
-consonanti velari prodotte dalla lingua contro o vicino al velo
-consonanti uvulari prodotte dalla lingua contro o vicino all’ugola
-consonanti faringali prodotte fra la base della radice della lingua e la parte posteriore della faringe
-consonanti glottidali prodotte direttamente nella glottide, a livello delle corde vocali

Vocali: le vocali sono suoni prodotti senza che si frapponga alcun ostacolo al flusso dell’aria nel canale orale. Le diverse vocali non sono quindi caratterizzate dal modo di articolazione né dagli organi che partecipano allo loro realizzazione, ma dalle diverse conformazioni che assume la cavità orale a seconda delle posizioni che assumono gli organi mobili, in particolare la lingua.
Per classificare i suoni vocalici occorre far riferimento alla posizione della lingua, e precisamente al suo grado di:
-avanzamento o arretramento le vocali possono essere anteriori, posteriori o centrali
-innalzamento o abbassamento le vocali possono essere alte, medie o basse.
La posizione in cui vengono articolate le vocali secondo il duplice asse orizzontale e verticale, può essere rappresentata dallo schema detto “trapezio vocalico”.
Un altro parametro importante nella classificazione dei suoni vocalici, è la posizione delle labbra durante l’articolazione. Le labbra possono trovarsi:
-distese formanti una fessura vocali non arrotondate
-tese o protruse sporgendo in avanti a dando luogo ad un arrotondamento vocali arrotondate

Semivocali: vi sono suoni con modi di articolazione intermedio fra vocali e consonanti fricative, e quindi prodotte con un semplice inizio di restringimento del canale orale, cioè la frapposizione di un ostacolo appena percettibile al flusso dell’aria. Si tratta di suoni assai vicini alle vocali, di cui condividono la localizzazione articolatoria, e vengono chiamati “semivocali”.

Trascrizione fonetica: nei sistemi alfabetici tipici delle lingue europee ogni singolo suono viene resa in linea di principio da un particolare simbolo grafico. Le grafie alfabetiche formatesi per convenzione e accumulo di abitudini non sono univoche e coerenti. Non c’è rapporto biunivoco tra suoni e unità grafiche (grafemi, cioè le lettere dell’alfabeto): allo stesso singolo suono possono corrispondere più grafemi differenti e viceversa uno stesso grafema può rendere suoni diversi.
Per ovviare alle incongruenze delle grafie tradizionali ed avere uno strumento di rappresentazione grafica sei suoni del linguaggio, valido per tutte le lingue, che riproduca scientificamente la realtà fonica, i linguisti hanno elaborato sistemi di trascrizione fonetica, in cui c’è corrispondenza biunivoca fra suoni rappresentati e segni grafici che li rappresentano. Lo strumento più diffuso è l’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA, API). Una parte dei grafemi IPA corrisponde a quelli dell’alfabeto latino, usati nella grafia normale dell’italiano, ma molti altri grafemi hanno una forma speciale. La trascrizione fonetica si pone fra parentesi quadre [ ]. L’accento nella trascrizione IPA è identificato con un apice ‘ posto prima della sillaba su cui esso cade.


Share this Article on :
Ads arab tek

© Copyright Universtudy 2010 -2011 | Design by Herdiansyah Hamzah | Published by Borneo Templates | Powered by Blogger.com.