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la lingua è un sistema di segni

mercoledì 21 maggio 2014


Il segno è costituito da due parti associate:
  •     il significato àidea o concetto (participio passato passivo);
  •     Il significante àla parte materiale che porta questa idea (è un participio presente attivo).
(Consultare Atlante, brano di de Saussure, pag 76)
La parola soma dal greco significa corpo, un “soma convenzionale” rimanda al segno che è convenzionale, cioè si associa il significante al significato per convenzione.
Tornando alle differenze di pensiero tra Peirce e de Saussure vediamo che per Peirce il segno è il rapporto con la realtà mentre per de Saussure il segno è il significante in rapporto con al significato, la realtà è esclusa.
Ricordiamo che il segno linguistico è un’associazione di idee per cui significato e significante sono “idee”.
Nel “cervello” ci sono associazioni tra “concetto” e “immagine acustica”, il concetto è un’idea che noi associamo ad una sequenza di suoni, mentre con il termine immagine acustica vogliamo indicare che nel nostro cervello non ci sono suoni, e quindi all’interno di esso si associa l’immagine del suono all’immagine dell’oggetto. La lingua stessa è una realtà psichica, essa è nel cervello dei parlanti sotto forma di associazioni.
Ma come fanno ad intendersi i parlanti?
Facendo riferimento anche alla figura, diciamo che se il parlante A vuole trasmettere l’idea di ‘gatto’ egli ha nel cervello l’associazione fra una precisa idea e una precisa immagine acustica e si aspetta che per B sia lo stesso. Il parlante A allora manda agli organi di fonazione gli impulsi per realizzare il significante, questo dunque è un processo fisiologico in quanto è il cervello che manda gli impulsi all’apparato di fonazione. Il processo fisico, poi, trasmette le onde sonore dalla bocca del parlante A all’apparato uditivo di B.
Saussure parlava di “circuito della parole: in particolare chiamava “langue” > lingua, ciò che appartiene ad una comunità ed è presente nei cervelli di tutti i parlanti; chiamava “parole” l’atto linguistico individuale. Questi due concetti si oppongono come sociale ed individuale. (NB atti di “parola” in francese “parole” diverso da “mot” = vocabolo)
Questi pensieri di de Saussure sono alla base dello strutturalismo  > modo di pensare la realtà.
Lo strutturalismo discende un po’ dalla famosa frase di de Saussure: “la lingua è un sistema di segni”, analizzandola possiamo dire che un sistema è un insieme di unità differenti; l’esempio più calzante è quello del mazzo di carte. Consideriamo infatti un mazzo di carte, esso sarà costituito da un certo numero di carte ognuna delle quali è un’unità, e se dovesse venire a mancare anche una sola carta il mazzo non servirebbe più. Le carte sono tutte diverse ed è questa la cosa importante perché evidenzia come ogni carta ha il suo valore, un valore nel sistema, infatti le carte non hanno valore in sé ma lo acquistano solo se considerate nel sistema.
Le parole sono unità, ma sono diverse nei sistemi delle diverse lingue: la parola cinese ma che significa “cavallo/a/e/i”.. indistintamente e se volessi dire “cavalla” dovrei aggiungere la parola che indica femminile, ancora una volta quindi vediamo il valore delle unità.
L’esempio scelto da Saussure è quello del gioco degli scacchi in cui le unità sono i diversi “pezzi” che hanno un diverso valore, questo valore, questa identità è dovuta non solo alla forma ma anche da altre proprietà quali il colore, come e si muove il pezzo. Se si perdesse un pezzo, questo potrà essere sostituito con qualsiasi altro oggetto purché gli vengano attribuite le proprietà del pezzo perso. Le regole fanno il sistema. Il valore è dunque una differenza formale non materiale.
Introduciamo adesso la nozione strutturale di fonema.
FONEMA SUONO
FONEMA unità linguistica ma non è un segno

[G-ATTO] / [M –ATTO] coppia minima

Fonemi sono unità di cui sono costituiti i significanti
Suoni funzionali: servono a distinguere i significanti
Il fonema è diverso dal suono, esso è un’unità linguistica ma non è un segno perché non ha un significato, infatti se consideriamo la parola ‘gatto’ e la confrontiamo con ‘matto’ notiamo intanto che sono due unità linguistiche, sono due segni, ma se osserviamo come sono fatte ci accorgiamo che sono uguali meno che per il suono iniziale ‘g’ per una e ‘m’ per l’altra, ci troviamo in questo caso di fronte ad una coppia minima.

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