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Le origini e momenti principali della vita di Federico II di Svevia

mercoledì 28 maggio 2014

Federico II di Svevia è considerato uno dei personaggi più significativi del Duecento sia a livello strettamente italiano che a livello europeo.
Nasce a Jesi il 26 dicembre 1194 dall’unione tra l’imperatore Enrico VI di Hohenstaufen e Costanza d’Altavilla, l’erede della corona normanna in Sicilia. Tre anni dopo, Federico perde il padre e, per volontà della madre, cresce sotto la tutela di papa Innocenzo III. Grazie a questi, non solo riceve una grande cultura ed educazione, ma anche la corona d’imperatore (1211). Più tardi però i suoi rapporti con la Santa Sede sono destinati a entrare in crisi portando a un vero conflitto tra la Chiesa e l’Impero – nel 1227 il papa Gregorio IX scomunica Federico II per i suoi continui rinvii della partenza per la crociata. Federico a questo punto risponde partendo per conto suo per la Terrasanta ed essendo tornato con la corona di re di Gerusalemme, affronta l’esercito dello stesso papa. Battendolo, riesce a ottenere un armistizio attraverso il trattato di San Germano (1230).
Segue un periodo di relativa calma, durante il quale si dedica alla riorganizzazione amministrativa del Regno delle Due Sicilie, il vero centro politico dell’impero, e allo sviluppo delle scienze e della cultura presso la propria corte a Palermo. Soltanto verso la fine della vita si ritrova di nuovo a fronteggiare una grande ostilità da parte del papato, ma anche dei Comuni dell’Italia settentrionale e da parte di molti regni europei.
Federico II muore il 13 dicembre 1250 presso Castel Fiorentino in Puglia e viene sepolto nella Cattedrale di Palermo.

Importanza politico-culturale
Come abbiamo già accennato precedentemente, Federico II in quanto l’imperatore partecipa anche agli avvenimenti politici di rilievo europeo o addirittura mondiale. Prende parte alla sesta crociata in Terrasanta e dopo la sua vittoria, ottiene dal sultano d’Egitto la restituzione di Gerusalemme. In conseguenza viene incoronato anche re di Gerusalemme.
La vera importanza di Federico II consiste nel suo ruolo di riorganizzatore dell’amministrazione del Regno siciliano, ispirandosi al diritto romano sulla base di una rete di funzionari laici: il culmine della sua opera è l’emanazione delle Costitutiones Regni utriusque Siciliae (1230), conosciute anche come Costituzioni melfitane. Lo Stato siciliano è così considerato il primo Stato moderno d’Europa.
Ai suoi tempi, Federico II viene chiamato Stupor mundi: è molto colto, s’interessa di questioni filosofiche, geografiche, ma soprattutto di scienze naturali, matematiche e fisiche. È poliglotta, si suppone che conosca 9 lingue, infatti, nella sua persona s’incontrano molte culture: la tedesca da parte del padre, la francese da parte materna, ma anche altre tra cui la latina, la greca, l’araba e quella volgare italiana.
Federico II porta al culmine l’opera di suo nonno materno, Ruggero II d’Altavilla, primo re di Sicilia, che a sua volta ha mostrato interessi e curiosità di carattere scientifico e per primo ha chiamato presso la sua corte intellettuali e artisti in modo da utilizzare il loro sapere a fini politici. La Magna curia di Federico II riunisce i più grandi scienziati, filosofi e giuristi dell’epoca. L’imperatore fonda l’Università di Napoli e la Scuola di Medicina di Salerno.
Il suo merito più grande è quello di aver fatto incontrare la cultura latina con quella bizantina e con quella araba. Ed è stato sempre lui a introdurre la filosofia araba sul territorio italiano e anche per questo viene considerato il primo ateo della nostra cultura.1 Dante lo situa nel sesto cerchio del suo Inferno tra gli eretici.2
Il nome di Federico II è legato con gli inizi della letteratura italiana; è la sua personalità che creando le condizioni politico-culturali giuste fa sviluppare una società letteraria nuova, ed è per sua volontà che avvengono i primi esperimenti di poesia italiana ai quali lui stesso prende parte. Della produzione poetica di Federico II rimangono quattro canzoni e alcuni sonetti. È l’autore anche di un trattato di falconeria, Ars venardi cum falconibus.

NOTE
1. Francesco de Sanctis, Storia della letteratura italiana.
2. Dante, Inferno X.
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