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P. Bembo, Quando, forse per dar loco a le stelle.

lunedì 19 maggio 2014


Quando, forse per dar loco a le stelle,
il sol si parte, e ’l nostro cielo imbruna,
spargendosi di lor, ch’ad una ad una,
4 a diece, a cento escon fuor chiare e belle;

i’ penso e parlo meco: in qual di quelle
ora splende colei, cui par alcuna
non fu mai sotto ’l cerchio della luna;
8 benché di Laura il mondo assai favelle?

In questa piango, e poi ch’al mio riposo
torno, più largo fiume gli occhi miei,
11 e l’imagine sua l’alma riempie,

trista; la qual mirando fiso in lei
le dice quel, ch’io poi ridir non oso:
14 o notti amare, o Parche ingiuste et empie.

GLOSSARIO
1-2. Quando… imbruna: sono versi densi di richiami petrarcheschi: «Quando la sera scaccia il chiaro giorno…» (RVF, XXII [22], 13); «… e l’aure nostro e la mia mente imbruna» (RVF, CCXXIII [223], 2). dar loco: lasciare il posto.
3. spargendosi: cospargendosi.
5. parlo meco: parlo a me stesso, mi dico. quelle: ovvero delle stelle.
6. ora: ovvero dopo la sua morte. par: pari, uguale.
7. sotto… luna: in terra; il cerchio della luna è infatti, nell’impianto tolemaico dell’universo, il primo sopra la terra. Nuovamente un’eco petrarchesca: «né lassù sopra ’l cerchio de la luna / vide mai tante stelle alcuna notte» (RVF, CCXXXVII [237], 2-3).
8. favelle: parli.
9. In questa: pensando a lei (quindi alla donna, colei, del verso 6). al mio riposo: a letto.
10. fiume: un nuovo richiamo a Petrarca: «a che pur versi / degli occhi tristi un doloroso fiume?» (RVF, CCLXXIX [279], 10-11).
11. alma: anima.
12. trista: riferito ad alma. la qual: è sempre l’alma.
14. Parche: le dee che presiedono al destino degli uomini. empie: malvagie.
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