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Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono (Rvf 1), F. Petrarca

martedì 20 maggio 2014

  • Introduzione
È il primo sonetto del canzoniere. Sonetto proemiale che si rivolge al pubblico dei lettori chiedendo pietà del vario stile dei suoi versi d'amore. Vergogna e pentimento sono le note dominanti di un animo che guarda con occhio diverso all’età giovanile. Riflessione e meditazione si alterneranno dunque all'effusione di sentimenti - vari e contraddittori - che, se non possono essere negati, certo vengono ridimensionati nell'età matura.

Oss.: Si pensa che questo sonetto sia stato scritto nel 1350. La sua datazione è piuttosto importante perché si ricollega alla decisione di Petrarca di organizzare le “rime sparse” in un unico Canzoniere.
  • Analisi
1 Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono

Voi: non regge nessun verbo, resta in sospeso

Voi ch’ascoltate: è un vocativo: è un appello topico (da topòs) ai lettori-ascoltatori

rime sparse: sintagma molto importante, perché spiega il genere letterario che si sta per affrontare; “sparse” si riferisce al fatto che le poesie sono state prodotte e diffuse singolarmente (condizione a cui allude anche il titolo1 Rerum volgarium fragmenta, cioè “frammenti di cose volgari”): ogni sonetto è un poema diverso → dunque in canzoniere non nasce con il concetto di un’opera unitaria.

2 di quei sospiri d’ond’io nutriva ‘l core

sospiri: è uno dei termini chiave nel Canzoniere come pure nella letteratura stilnovista, in cui si condensa il rapporto amoroso. Il sospiro è il simbolo e la manifestazione della sofferenza in amore (qui i sospiri sono per Laura)

3 in sul mio primo giovenile errore

giovanile: si fa riferimento ad una scansione della vita differente dalla nostra

errore: cfr Dante, per il quale l’amore è stato un errore. Idea della “Y”: l’amore è stato uno sviamento, uno sbaglio, un peccato.

4 quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono:

questo verso mostra la prospettiva dalla quale bisogna leggere tutto il Canzoniere: le poesie sono state scritte da un “io” più giovane (“era”), che ora è maturato (“sono”) e, in parte, è diverso (“in parte” perché nel “nuovo” Petrarca sopravvivono ancora residui dell’amore passato).

5 del vario stile in ch’io piango et ragiono

complemento di causa che dipende dalla principale (v. 8) e la precede;

vario: aggettivo che ha forti implicazioni: il Canzoniere nn è infatti costruito su uno stile unitonale, ma cambia dalla prima parte (Rvf 1 – 263), in cui Laura è viva, alla seconda (Rvf 264 – 366), in cui Laura è morta.

vario stile: riprende il primo verso:

piango et ragiono: contemporaneità di pianto e parola

et: latinismo (la “t”,, a meno che non sia seguita da una vocale, non va pronunciata; es: et in si pronuncia ed in)

6 fra le vane speranze e ‘l van dolore,

vane / van: i sentimenti nati da questa esperienza sono vani

speranze / dolore: due termini chiave della raccolta, che rinviano entrambi all’amore; qui viene introdotta anche quella che è la divisione del Canzoniere: I parte (Laura in vita) → speranza; II parte (Laura morta) → dolore

7 ove sia chi per prova intenda amore,

= chi per esperienza diretta sa cos’è Amore

8 sPEro TRovAR pietà, nonCHE perdono.

è la proposizione principale;

per la prima volta appare il soggetto: l’”io” sottointeso dal verbo “spero”; in realtà però l’autore svela il suo nome: Petrarca

perdono: si chiede perdono per il vario stile (vedi v. 5)

9 Ma ben veggio or sì come al popol tutto

10 favola fui gran tempo, onde sovente

favola: è sulla bocca di tutti → quando faceva circolare le sue poesie sparse, ha conquistato una certa fama che ora gli pesa; ora, legando queste poesie e dando loro una prospettiva morale, si riscatta (per così dire) da quel successo “sbagliato”

11 di me medesmo meco mi vergogno;

allitterazione (meco è un latinismo);

proposizione principale;

vergogno: la vergogna si applica sia alla sfera sentimentale che a quella letteraria

12 et del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,

et: e così: congiunzione che stabilisce un rapporto causa – effetto tra la prima e la seconda terzina; il forte legame è sottolineato anche dalla ripresa di “vergogna”

vaneggiar: implica un’idea di follia: cfr. il folle viaggio di Ulisse

13 e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente

pentersi / conoscer: infiniti sostantivati, entrambi dipendono da è (v. 12)

14 che quanto piace al mondo è breve sogno.

al mondo: durante la vita terrena, su questa terra

breve sogno: effimero

si vede in questo verso che il “giovenil errore”, tutto sommato, è stato una bella esperienza → il Petrarca maturo, che sta parlando e che sta facendo la morale a sé stesso, dunque, introduce altresì una nota di malinconia per i tempi del “giovenil errore”
etica stoica: l’amore, sul piano filosofico (stoico), è un errore; infatti, mentre lo stoico ha il pieno controllo di sé, l’innamorato è in un perenne stato di alienazione…

Osservazioni:
  • si noti l’assonanza tra suono (v. 1) e sogno (v. 14), che crea un forte legame tra il primo e l’ultimo verso; inoltre, sul piano fonico, il primo verso è perfettamente parallelo all’ultimo;
  • ci sono due costanti foniche, v e sp, che mettono in evidenza le parole chiave;
  • la sintassi un po’ forzata del primo blocco sintattico (vv. 1-8) crea un’unione tra l’”io” e il “voi”;
  • Conclusione
Questo sonetto viene scritto appositamente perché sia il primo del canzoniere: per mezzo di esso, infatti, Petrarca presenta al lettore il programma della raccolta che sta per leggere. Vi sono dunque indicazioni di ordine ideologico, stilistico, ecc.

Inoltre il sonetto si adegua per più aspetti ai canoni dell’exordium: dalla captatio benevolentiae dei lettori-ascoltatori alle iniziali dichiarazioni sul “genere” dell’opera (“rime sparse”) sino al forte dualismo tra fronte e sirma, che anticipa la suddivisione della raccolta in due parti (Laura in vita e Laura morta).
Ma accanto alla funzione proemiale di questo sonetto, c’è altresì una funzione conclusiva: il Canzoniere deve infatti essere visto nella prospettiva del flash back: le poesie devono cioè essere viste con l’occhio del Petrarca maturo…


1 il titolo originale del Canzoniere è Rerum volgarium fragmenta : il titolo Canzoniere è stato dato dalla tradizione successiva ;
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