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Biografia di Alberto Moravia (Roma, 1907 - 1990)

lunedì 9 giugno 2014

Alberto Moravia (Roma, 1907 - 1990)
Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle, nasce a Roma nel 1907 da un'agiata famiglia; suo padre è un noto architetto e pittore. Colpito a nove anni da una grave forma di tubercolosi ossea che lo obbliga all'immobilità, sviluppa una grande passione per la lettura e poi per il "raccontare"; durante i lunghi ricoveri infatti legge numerosissimi narratori italiani e stranieri, in particolare Fedor Michajlovic Dostoevskij, Jean-Arthur Rimbaud, Wil-liam Shakespeare, Carlo Goldoni e Molière.
 

Guarito definitivamente nel 1925, si trasferisce a Bressanone, dove comincia a scrivere Gli indifferenti, che pubblica a sue spese a Milano nel 1929, e che riceve subito un'accoglienza favorevole.
Con questo romanzo, che rimane forse il più emblematico e significativo della sua produzione, Moravia intraprende un'attività narrativa e saggistica infaticabile, legata in parte anche al lavoro di corrispondente e di inviato speciale per alcuni quotidiani, il primo dei quali è "La Stampa", che gli offre l'occasione di compiere lunghi viaggi all'estero.
 

Negli anni fra il 1933 e il 1943 che egli definirà  "i peggiori" della sua vita, l'autore, diffidato per le sue origini ebraiche a svolgere qualsiasi lavoro, è costretto a pubblicare sotto uno pseudonimo, e dopo l'8 settembre del 1943 dovrà attendere in clandestinità  l'arrivo degli alleati, per timore di rappresaglie fasciste. Questi sono tuttavia anni fecondi sotto l'aspetto letterario: scrive moltissimo, dando alle stampe soprattutto raccolte di novelle e di racconti, come La bella vita (1935), L'imbroglio (1937) e L'amante infelice (1943).
 

Nel 1941 sposa la scrittrice Elsa Morante, insieme alla quale, dopo la guerra, trasformerà la sua casa in un brillante e ambito "salotto" intellettuale. Intanto si impone definitivamente all'attenzione del pubblico, e partecipa assiduamente alla vita culturale e civile, interessandosi di questioni legate alla società e al costume e intervenendo a trasmissioni televisive, con opinioni che suscitano spesso scandalo nei "benpensanti". Si occupa anche di teatro; dirige con Alberto Carocci e Pier Paolo Pasolini la rivista "Nuovi Argomenti", scrive sceneggiature cinematografiche e tiene una rubrica fissa di critica cinematografica per il settimanale "L'Espresso". Dopo la separazione dalla Morante, alla quale rimarrà comunque affettuosamente vicino, Moravia si lega alla scrittrice Dacia Maraini e in vecchiaia si risposa con Carmen Llera, scrittrice spagnola. Muore nel 1990 a Roma.

L'ampia produzione ha assicurato a Moravia un posto di primo piano nella nostra letteratura contemporanea; inoltre egli ha rappresentato per molti, soprattutto dagli anni Sessanta in poi, un solido punto di riferimento, grazie al suo impegno politico e civile e al rilievo assunto come organizzatore e promotore di eventi culturali. (...)
 

Il valore primario della presenza di Moravia sulla scena culturale italiana del Novecento consiste forse nel fatto che egli ha esercitato il ruolo di intellettuale "scomodo", sempre attivo in battaglie politiche e sociali e consapevole interprete della crisi di valori del mondo borghese; tuttavia, una carriera indubbiamente feconda, ma non omogenea, giustifica solo in parte il prestigio internazionale di uno scrittore per molti aspetti discutibile e ripetitivo.
(...)

Da: La letteratura italiana, 6 il Novecento, Gruppo editoriale l'Espresso (Acta, D'Anna, Thesis), 1999.
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