News Updates :

EINSTEIN E IL CUBISMO

giovedì 19 giugno 2014

Al 1905 corrisponde l’anno di uscita del saggio di Einstein sulla teoria della relatività, i critici d’arte
iniziarono a parlare di rapporto spazio-tempo, quarta dimensione (luogo in cui risiedono gli spiriti) e geometria non euclidea per spiegare le opere futuriste e cubiste .
Tra questi troviamo lo storico d’arte Siegfried Geidon che nel suo libro sull'arte moderna “Spazio Tempo e Architettura“ (1941) scrisse che il cubismo è quella corrente avanguardista che rompe con la prospettiva rinascimentale e fa nascere la rappresentazione della quarta dimensione cubista ovvero quel considerare gli oggetti in modo relativo in quanto sezionati e visti simultaneamente da tutti i lati.
Anche Erwin Panofski si preoccuperà di analizzare questo rapporto tra EINSTEIN E PICASSO, sostenendo che solo Picasso è riuscito a tentare un’ apertura alla quarta dimensione da parte degli oggetti .

  • In conclusione quindi per Gieidon e Panofski l’idea di tempo della quarta dimensione sono riconducibili alla pittura cubista in quanto questa permette una visione relativa dell’oggetto attraverso una scomposizione in molteplici punti di vista prospettici

(Nel saggio del 1905 Einstein dimostrò che è impossibile stabilire la simultaneità di eventi distanti tra loro nello spazio)

1913 – Geitzes e Metzinger scrivono il primo libro cubista dal titolo “Cubisme

In realtà verrà poi confermata la teoria secondo cui è impossibile trarre da un’opera d’arte cubista ogni sorta di dimensione temporale perché la sovrapposizione dei piani non lo premette.
Risiede qui la staticità della pittura cubista, completamente contrapposta alla pittura dinamica futurista che utilizza invece la modalità  della fotografia cinematica.
A proposito di questa distinzione Giedion sostiene che in qualsiasi caso Cubismo e Futurismo introducono una nuova unità di spazio-tempo.

Con Picasso ritroviamo la nascita della prospettiva arbitraria, che a differenza della prospettiva legittima del Brunelleschi, tratta gli oggetti come se il pittore avesse piegato, alzato o abbassato la testa spostandosi da un punto di vista all'altro. Questo metodo di rappresentazione degli oggetti è detto “concettuale” e si differenzia dal metodo “percettivo” perché gli oggetti vengono ricordati, non vengono copiati direttamente.
*Arte concettuale: l’oggetto è ricordato, quindi si fa appello alla memoria. L’immagine viene visualizzata nella mente.
*Arte percettiva: l’oggetto sono “copie da vero”, che possono subire rielaborazioni ma sono comunque riprese direttamente dalla realtà

  • Comune sia a Giedion che a Panofsky è la nozione che il cubismo abbia rotto con la prospettiva geometrica del rinascimento sostituendola con una quarta dimensione intesa come dimensione del tempo.
*Testo di Panowsky: “La prospettiva come forma simbolica” (1925)

A quali stili e possibile ricondurre il metodo rappresentativo di Picasso?
- La volontà di frazionare le parti in vari punti di vista può essere confrontata con lo stile egizio.
- Il modo di dipingere entrambi gli occhi in una testa di profilo si rintraccia nell'arte dell’alto medioevo spagnolo (arte Mozarabica).
*il tempo è simboleggiato nel medioevo con una figura la cui testa ha tre facce (una frontale e due di profilo)
Ma a differenza di questi due stili quello cubista è più libero nella scomposizione in molteplici punti di vista; e inoltre la forma degli oggetti rappresentati non è chiusa da un contorno che ne delimita di confini, ma è aperta. Soltanto nella rappresentazione del 1913-14 i contorni si chiudono

“MONADOLOGIA” (1714) il testi del filosofo Leibniz che teorizza il concetto di monadi: termine con cui si definisce l’ultima unità divisibile. Questa parola veniva usata sia nella filosofia classica che in quella medievale come l’equivalente di “atomo”. Per Leibniz il tempo è una proprietà degli oggetti ma non dell’immagine (intesa come idea non come tela o carta ecc…) e gli artisti del passato tenendo conto di questa mancanza hanno cercato i mezzi per evocare la durata (vedi esempio della “predella”)


Questa immagine è un esempio della volontà di dare movimento all'immagine attraverso una progressione di scene in cui ognuna corrisponde alla posizione nel tempo tra un’azione precedente e quella successiva.
Share this Article on :
Ads arab tek

© Copyright Universtudy 2010 -2011 | Design by Herdiansyah Hamzah | Published by Borneo Templates | Powered by Blogger.com.