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LE CORBOUSIER (CHARLES-EDOUARD JEANNERET (1887-1965))

giovedì 19 giugno 2014

CHARLES-EDOUARD JEANNERET (1887-1965)
Charles-Edouard Jeanneret (che più tardi avrebbe assunto, ricordandosi degli avi paterni, il nome d'arte di Le Corbusier) nasce il 6 ottobre 1887 a La Chaux-de-Fonds in Svizzera, dove studia alla scuola d'arte, orientandosi poi, su consiglio del suo maestro Charles L'Esplattenier, verso l'architettura; una scelta che lo porterà a divenire anche urbanista, pittore, scultore e scrittore.
La sua vera patria è comunque considerata la Francia, suo principale teatro di ogni attività critica e progettuale.

All'età di quattordici anni si iscrive alla Scuola d'Arte del suo paese natale e, solo un anno dopo, vince il primo premio per la realizzazione di un orologio da taschino all'Esposizione d'Arti Decorative del 1902 a Torino. Quando compie diciotto anni progetta la sua prima abitazione. Dal 1906 al 1914 viaggia in numerosi paesi d'Europa, soggiornando soprattutto a Vienna, dove entra in contatto con gli ambienti della Secessione viennese e a Berlino dove, nello studio di Peter Beherens, conosce Gropius e Mies Van der Rohe. Visita inoltre le principali città italiane dove ricava un abbondante quaderno di schizzi delle architetture del passato.
Nel 1911, dopo un viaggio nell'Europa orientale, torna a La Chaux de Fonds e qui insegna Composizione decorativa e realizza progetti architettonici influenzati dall'esperienza tedesca.
Nel 1917 Le Corbusier si trasferisce definitivamente a Parigi dove Auguste Perret, pioniere del cemento armato, gli presenta il pittore Amédée Ozenfant, che lo spinge ad avvicinarsi alle arti visive e gli dà modo di conoscere artisti noti, quali Braque, Juan Gris, Picasso e Léger.

Il 1918 è l'anno in cui comincia ad esporre i suoi lavori pittorici presso note gallerie parigine, partendo dalla sua prima opera “La chemisée”.
Solo intorno al 1920 inizia realmente a lavorare come architetto, pur non avendo mai compiuto studi teorici della materia; durante la fase di apprendistato lavora a Berlino e poi a Parigi presso lo studio di Perret (fino al 1922). In seguito, con il cugino Pierre Jeanneret, aprie il suo atélier di architettura a Parigi, situato in Rue de Sèvres 35.
Un anno dopo entra in contatto con Paul La Roche, collezionista di opere cubiste per il quale realizzerà la casa La Roche-Jeanneret (1923); questo periodo è caratterizzato dalla formazione di un linguaggio personale in cui confluiscono le scoperte del cubismo e del purismo. Nel 1925 propone un piano urbanistico per Parigi, il “Plan voisin” in cui aveva prevede un completo riassetto del quartiere del Marais con l'edificazione di diciotti grattacieli  di settanta piani; progetto non realizzato.

In questi anni fonda insieme a Ozenfant e Dermée la rivista "Avant-garde. L'Esprite noveau".
Quasi da subito osteggiato dagli accademici per il suo presunto stile rivoluzionario, viene successivamente riconosciuto a livello mondiale (insieme a Van der Rohe, Gropius e Van Doesburg) lasciando una traccia indelebile e profonda nelle moderne concezioni architettoniche ed urbanistiche del Movimento Moderno. Membro fondatore dei Congressi Internazionali d'Architettura Moderna e relatore ai convegni di Madrid, Stoccolma e alla Triennale di Milano, riesce a fondere l'architettura con i bisogni sociali dell'uomo medio, rivelandosi geniale intuitore della realtà del suo tempo.

Il problema fondamentale che si pone  ha un duplice aspetto: da un lato, organizzare lo spazio urbano in modo che la città possa accogliere agevolmente le grandi masse di lavoratori di ogni livello sociale e per qualsiasi attività contemporanea; dall'altro lato costruire edifici capaci di rispondere alle esigenze di vita collettiva ed individuale di quelle stesse masse.

Il suo sistema progettuale è dunque improntato all'uso di sistemi razionali, con moduli e forme estremamente semplici, secondo i principi del "Funzionalismo".
Nel 1938 presenta le sue opere grafiche presso l'esposizione al Museo di Belle Arti di Zurigo e anche alla Galleria L. Carré di Parigi.

Nella sua infaticabile sperimentazione riesce, inoltre, a toccare estremi opposti in una varietà di linguaggi plastici, come testimoniano Villa La Roche-Jeanneret e Villa Savoye a Poissy (1929/31), l'unità abitativa" di Marsiglia (1947/52), La Cappella di Notre-Dame-Du-Haut a Parigi (1950/54), “La Maison de L'homme” a Zurigo e L'ospedale di Venezia.
Nello stesso anno espone, al Salon d'Automne, il suo progetto di una “Città per Tre Milioni di Abitanti”, caposaldo per i futuri studi urbanistici.
L'anno successivo pubblica "Verso una Architettura", il testo critico più importante della prima metà del secolo scorso; nel libro tratta i primi tre dei suoi cinque punti fondamentali: i pilotis, i tetti-giardino e la finestra a nastro.

A questi tre elementi si aggiungono, qualche anno dopo, la facciata libera e la pianta libera; i famosi "cinque punti di una nuova architettura" applicati con intenti teorematici.
Nel 1927 vince il primo premio in un concorso internazionale di idee per il progetto del Palazzo della Lega delle Nazioni di Ginevra; progetto, in realtà, mai realizzato.
Nel 1925-29 il suo piano per il Centrosoyus (Ministero Centrale della Pianificazione Economica) a Mosca viene attuato; nel 1932 costruisce a Parigi il Dormitorio Svizzero della Cité Universitarie. Nel 1936 Le Corbusier progetta la sede del Ministero dell'Educazione del Brasile a Rio de Janeiro. In quegli anni, poi, scrive un importante libro sui problemi connessi alla pianificazione urbanistica, “La Ville Radieuse”, pubblicato nel 1935.

Rilevante, inoltre la sua produzione non strettamente architettonica, ma più legata al desig; i mobili di Le Corbusier, ad esempio, creati con la collaborazione di P. Jeanneret e C. Perriand, sono esposti nel 1929 al Salon d'automne a Parigi il cui stile risulta essere incentrato principalmente sul concetto dell'utile e delle necessità all'uso.
Nel 1944 ritorna all'atelier di Parigi per trasferirsi, due anni dopo a New York, dove il suo genio innovatore viene definitivamente riconosciuto.


Muore nell'agosto del 1965 a Roquebrune, in Costa Azzurra. 
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