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Traduzione Thomas Mann - Morte a Venezia

giovedì 10 luglio 2014


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Motivi ricorrenti:

Il contrasto tra vita e arte
Nell’opera di Mann il conflitto tra spirito e vita, artista e borghese è un tema centrale. Lo stesso Mann indicherà come basi della sua evoluzione artistica e spirituale i tre astri: Schopenhauer, Nietzsche e Wagner.
Tutte le figure delle prime novelle di Mann ondeggiano tra l’essere outsider e la desiderata integrazione nella società borghese, nello spazio normativo della normalità. In genere si tratta di artisti ammalati, deformi, deboli, senza energia e caratterizzati da difetti fisici e psichici.

L’artista
L’artista, figura principale in molte opere di Mann, impersona la decadenza psichica e fisica. E’ diverso dagli altri, generalmente magro, con i capelli neri, con un nome latino-tedesco (per es. Tonio Kröger, Paolo Hoffmann, il protagonista della novella giovanile “La volontà di raggiungere la felicità”), spesso ammalato. La malattia fisica è la forma esteriore di una malattia dello spirito/dell’anima, di una decadenza interiore. Si tratta di esteti raffinati, che non sono in grado di accettare la vita quotidiana banale e priva di esprit: l’arte diventa per loro rifugio. Le due novelle “Tonio Kröger” e “Morte a Venezia” hanno lo stesso tema e cioè il contrasto tra vita e arte. I protagonisti delle due novelle , Tonio Kröger e Gustav von Aschenbach, rappresentano il tipo dell’artista del fin de siècle caratterizzato da un’atmosfera apocalittica.

Il borghese
I veri borghesi invece sono simbolo corporeo della ricchezza: In genere sono alti, hanno occhi azzurri e capelli biondi, sono sani perché non hanno problemi psichici. I veri borghesi sono veri tedeschi con nomi tipici tedeschi (es. Hans Hansen).
In Mann giocano un ruolo dominante anche i concetti di nord e sud: il nord è il paese della borghesia, il sud il paese dell’arte. Lo stesso Thomas Mann, nato nella nordica Lubecca, sentiva in sé i due elementi: infatti era figlio di un ricco commerciante tedesco, ma sua madre era sudamericana.
Questa lacerazione tra vita borghese e arte è stata sentita anche da Thomas Mann per tutta la vita. Come rappresentante della borghesia e figlio di una ricca famiglia borghese patrizia, giudicava sempre l’esistenza estetica, il mondo estetico dell’arte come illusione. D’altra parte l’artista Thomas Mann non riusciva a sopportare la vita borghese banale, monotona e solo nell’arte trovava un rifugio adeguato. In tutte le sue opere si trovano sempre figure che soffrono personalmente per questo divario tra i due mondi.

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Chi è Tonio?
L’opera consta di nove capitoli di lunghezza diversa e racconta la vita di Tonio Kröger in uno spazio temporale che va dai quattordici anni a un po’ dopo i trenta.
Tonio Kröger è il figlio di un commerciante e console di Lubecca e di una donna meridionale. A 14 anni diventa amico del suo compagno di scuola Hans Hansen, sebbene i due siano tipi completamente diversi.

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I nomi parlanti
Il nome del protagonista che dà il titolo alla novella allude al contrasto tra vita e arte: Kröger è un tipico cognome tedesco, ma il nome Tonio suona esotico, fa pensare al sud. E’ indicativo del rapporto fra Tonio e il compagno biondo, con gli occhi azzurri, beneamato da tutti, il fatto che Hans usi il nome Tonio solo quando sono soli, altrimenti lo chiami Kröger.
Tonio è stato influenzato da entrambi i genitori. (citazione)
Fin dall’inizio Tonio sente che non può esistere un rapporto spirituale tra lui e il suo amico semplice Hans Hansen. L’amico di Tonio che rappresenta la borghesia si chiama Hans Hansen (cioè figlio di Hans), si tratta di un nome molto comune, puro tedesco settentrionale.

Tonio e Hans: l’arte e la vita
Le esperienze e gli ambiti di interesse dei due ragazzi dimostrano un atteggiamento radicalmente diverso rispetto alla vita: il temperamento emozionale di Tonio lo fa fallire a scuola, mentre Hans, una natura realistica ha sempre buoni voti. Tonio si interessa di letteratura e di un mondo ideale e cerca addirittura di convincere l’amico a leggere il “Don Carlos” di Schiller, di cui lui è entusiasta, ma Hans preferisce sfogliare un album fotografico (citazione).

Tonio come outsider
Tonio capisce anche che la bionda Ingeborg Holm dagli occhi azzurri, di cui lui si innamora a 16 anni, non lo amerà mai.
Esemplare è un episodio del secondo capitolo: la scena è il salone di una famiglia agiata, in cui il maestro di balletto dà lezioni di “danza e buone maniere” ai figli delle famiglie più in vista. In quest’occasione Tonio si espone al ridicolo perché pensa a una poesia di Storm e nella quadriglia fa la parte della dama. Nella pausa del ballo fugge fuori e si chiede se non sarebbe stato meglio restare da solo nella sua camera leggendo “Immensee” di Storm . Con Storm ripete le frase: “Vorrei dormire, ma tu devi danzare”: Egli riferisce io e te a se stesso, nel senso che vorrebbe abbandonarsi al sogno, ma non può, perché deve ballare (cioè vivere e agire nella società).

Contenuto della novella: Dopo che sono morti sua nonna e suo padre e la casa paterna è stata venduta, la focosa madre di Tonio sposa un musicista con nome italiano e segue quest’uomo romantico in “azzurre lontananze”.
A Tonio non resta che dedicarsi appassionatamente alla letteratura e all’arte. Fa esperienze di ogni tipo, vive in diversi luoghi e alla fine capisce che l’arte è come una maledizione che lo condanna a essere un outsider.
I due aspetti decisivi della sua persona, la salute e l’arte, si sviluppano in modo parallelo, ma in direzioni opposte: la sua salute diventa sempre più debole, mentre la sua arte in egual misura sempre più si affina.

Il viaggio a sud
Si trasferisce a sud per seguire la sua vocazione di artista; vive per un certo tempo a Monaco, come anche Mann, e qui incontra la pittrice russa Lisaweta Iwanowna nel suo atelier di Monaco. La conversazione con quest’artista gli apre gli occhi su/fa capire quello che lui è, ed è il punto saggistico centrale della novella.

Il colloquio con Lisaweta Il borghese smarrito L’amore di Tonio per la vita
Lisaweta capisce esattamente che cosa è Tonio: un borghese sviato o un artista con cattiva coscienza. Tonio le confessa che è stanchissimo di rappresentare l’umano senza aver parte all’umano. Tonio parla anche della sua lacerante Sehnsucht per ciò che è normale, perbene e amabile, per la vita nella sua seducente banalità. Tonio confessa alla pittrice che vive in due mondi e che non si sente a casa in nessuno dei due, ma ciò nonostante ammette: “Amo la vita”
Sotto l’impressione di questa confessione la pittrice fa un bilancio della vita di lui: ”Siete un borghese che ha preso vie sbagliate, un borghese smarrito”. Con un laconico “Sono liquidato”, Tonio reagisce a questo lucido giudizio di Lisaweta.

Il viaggio a nord
Pochi mesi dopo Tonio fa un viaggio a nord, il luogo dove ha trascorso i primi anni di vita. Dopo un breve soggiorno a Copenhagen Tonio procede per Aalsgard, una città sul mare dove decide di vivere per un po’ in un piccolo hotel balneare.
Un giorno una compagnia in gita si ferma all’albergo, sono piccolo borghesi di Helsingör: Un ballo serale corona la giornata. Improvvisamente succede la seguente cosa: Hans Hansen e Ingeborg Holm attraversano la sala. Sono in realtà due gitanti di Helsingör, ma per Tonio sono Hans e Ingeborg, come lui per tutti quegli anni se li è immaginati. Dalla veranda scura Tonio osserva la sala da ballo. Non prende contatto con l’allegra compagnia, perché anche in questo caso non sarebbe capito. Forse potrebbe essere deriso per la seconda volta!
“Tonio Kröger li guardò, i due per i quali tempo addietro aveva sofferto … Hans e Ingeborg. Non tanto per le caratteristiche e la somiglianza degli abiti quanto piuttosto la coincidenza della razza e del tipo, questo genere luminoso, con gli occhi azzurri come l’acciaio e i capelli biondi… Li guardò, vide come Hans stava lì, bello, ben fatto, spalle larghe e fianchi stretti, nel suo abito alla marinara”.

Essere come te, Hans Hansen
Tonio Kröger fa un bilancio della serata:
“Hai letto il Don Carlos, Hans Hansen, come mi avevi promesso sul portone del nostro giardino? Non farlo. Non te lo chiedo più. Che cosa interessa a te il re che piange perché è solo? Non devi rendere i tuoi occhi chiari cupi e sognanti guardando versi e malinconia … Essere come te! Ricominciare un’altra volta, svegliarsi uguale a te, in armonia con Dio e il mondo … prenderti in sposa, Ingeborg Holm, e avere un figlio come ce l’hai tu, Hans Hansen, - libero dalla maledizione della conoscenza. Ricominciare un’altra volta? Ma non servirebbe a nulla. Sarebbe di nuovo così, succederebbe di nuovo tutto come è successo. Perché alcuni si perdono necessariamente, perché per loro non esiste proprio una giusta via”.

La lettera a Lisaweta
Dal nord Tonio scrive quella lettera che ha promesso a Lisaweta e si riconosce in quel giudizio che la pittrice allora aveva dato di lui. Anche lui si definisce “borghese sviato, bohemien con nostalgia per la stanza buona dei bambini”, che “sta tra due mondi” e in nessuno si sente a casa. La lettera culmina nella tesi di Tonio Kröger: citazione

Lingua e stile della novella
La novella “Tonio Kröger” si caratterizza stilisticamente per un alto livello linguistico. Mezzi stilistici spesso usati, come il discorso vissuto e il monologo interiore permettono al lettore di penetrare nella vita interiore di Tonio. Il discorso vissuto è la definizione per un mezzo stilistico narrativo che sta tra il discorso diretto e quello indiretto, tra discorso e relazione, si esprime generalmente all’indicativo della terza persona o al preterito. Si pensi per esempio alla riflessione di Tonio sul suo nome: “Hans non poteva soffrire il suo nome cosa si poteva farci? … Ma “Tonio” era qualcosa di straniero e particolare. Sì, in tutto lui era qualcosa di particolare, che lo volesse o no, e lui era solo ed escluso dai normali e ordinari…” Nel monologo interiore invece vengono riportati pensieri inespressi alla prima persona, come se la figura parlasse con se stessa. Significativi da questo punto di vista sono le considerazioni di Tonio sui suoi insegnanti: citazione
In questa novella gioca un ruolo fondamentale anche la figura stilistica dell’antitesi, l’ossimoro, perché, come unione di concetti apparentemente inconciliabili, è la più adatta al tema del contrasto. Anche il nome del protagonista si può interpretare in questo senso.
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