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LA QUESTIONE ARABO-ISRAELIANA: STRAGGI A DEIR YASSIN

giovedì 30 ottobre 2014


Presso le alture ad Ovest di Gerusalemme, Deir Yassin era un villaggio come tanti altri, 300 abitanti in tutto. Gli israeliani pensarono di compiere lì una "azione esemplare" che servisse a convincere i palestinesi ad abbandonare collettivamente la zona. La spedizione fu organizzata ed eseguita dal capo dell'Irgun, Menachem Begin. Le sue truppe circondarono il villaggio, all'alba del 9 aprile 1948, ed uccisero sistematicamente 250 abitanti: uomini, donne, bambini. Di proposito la notizia fu sparsa in tutti i villaggi, utilizzando i pochi superstiti, organizzando conferenze stampa, riproduzioni fotografiche del villaggio distrutto, volantini incitanti a fuggire. Inizio' allora l'esodo in massa dei palestinesi. Lo stesso Begin, capo del governo racconta: « Dappertutto noi eravamo i primi a passare all'azione. Gli arabi, spaventati, cominciarono a fuggire. L'Haganah compiva attacchi vittoriosi su altri fronti, mentre le forze ebraiche continuavano ad avanzare verso Haifa come un coltello nel burro. Presi dal panico, gli arabi scappavano gridando: "Deir Yassin"».

 
La reazione degli arabi, e le proteste di quasi tutti i paesi extraeuropei (tra i quali, solo il Sudafrica si schiero' apertamente con i sionisti), costrinsero le Nazioni Unite a riesaminare la spartizione.

La situazione in Palestina era allora la seguente: dopo trenta anni di dominazione inglese in Palestina, la comunità ebraica era diventata 12 volte piu grande che nel 1917 e rappresentava quasi un terzo della popolazione. Le terre in suo possesso -come proclamava la legge costituzionale dell'Agenzia Ebraica" (1929)- dovevano "essere registrate a nome del Fondo Nazionale Ebraico, affinché divenissero proprietà inalienabile del popolo ebraico" . Avevano dunque il carattere di extraterritorialità e non potevano più essere ricomprate dagli arabi. Si era cosi formato uno "stato nello stato", anche se, per la forte resistenza dei palestinesi a vendere le loro terre, i massicci sforzi degli ebrei colonizzatori avevano portato, dopo vent'anni, all'acquisto di meno del 6% delle terre di Palestina.


Quando l'ONU voto' il piano di spartizione l'Agenzia Ebraica ordino' di operare il tutto per tutto e di mettere il mondo di fronte al fatto compiuto: il 1948 doveva diventare l'anno del terrore sistematico attuato per allontanare gli arabi dalla Palestina. L'obiettivo era la conquista della maggior quantità possibile di territorio. Si attaccarono militarmente villaggi e terre con valore strategico, specialmente nelle zone assegnate, nel progetto dell'ONU, allo Stato arabo. Si utilizzò la minaccia di "fare di ogni villaggio una nuova Deir Yassin" per convincere gli abitanti delle regioni controllate dagli ebrei ad evacuare.


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