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PRIMA GUERRA ARABO-ISRAELIANA (1948-1949)

giovedì 30 ottobre 2014


Il 15 maggio 1948 gli ebrei proclamano la costituzione dello Stato di Israele.
In seguito alla proclamazione unilaterale, da parte ebraica, dello stato di Israele, una coalizione di stati arabi della regione (Egitto, Giordania, Siria, Iraq) muove guerra al nuovo stato. Durante la guerra l’esercito israeliano approfitta per aumentare le azioni militari contro la popolazione civile palestinese, i cui villaggi sono distrutti in modo da provocarne l’esodo di massa. La guerra si conclude con la vittoria di Israele, molto meglio armata degli stati arabi, rifornita com’era dalle potenze occidentali.


La vittoria consente al nuovo stato sionista:
­ di occupare molto più territorio di quello assegnato dalle Nazioni Unite. Israele si prende il 78%, mentre ai Palestinesi resta il 22% della Palestina: la Striscia di Gaza sotto il controllo dell’Egitto, la Cisgiordania (West Bank) e Gerusalemme Est sotto il controllo della Giordania di espellere gran parte della popolazione araba dal territorio conquistato. Durante la guerra vengono espulsi 750.000 palestinesi da 450 villaggi sparsi nell’attuale Stato di Israele. Oggi questi villaggi non esistono più perché furono completamente rasi al suolo.
È allora che nasce il problema dei profughi palestinesi: molti arabi si rifugiano infatti nei campi profughi in Libano e in Giordania, mentre i 200.000 palestinesi rimasti all’interno dello Stato di Israele vengono espropriati e discriminati.

L’11 Dicembre 1948 l’ONU adotta la Risoluzione 194 che prevede il diritto al rientro dei profughi palestinesi in Palestina, oltre a un risarcimento per le perdite di terra e casa, prevedendo compensi per quelli che non desiderano esercitare tale diritto.
La questione israelo-palestinese, da quell’anno fino ai nostri giorni, riguarderà dunque sempre due aspetti: il territorio e la popolazione.
Da una parte gli israeliani che tentano di conquistare sempre più territorio e di riempirlo di popolazione ebraica, creando nuovi insediamenti e favorendo l’immigrazione ebraica da tutto il mondo.
Dall’altra parte i palestinesi che tentano di riconquistare il territorio perduto, di non andare via e di non farsi cacciare. Una resistenza che porta, nel 1964, alla nascita dell’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) e del movimento di resistenza palestinese AL FATAH, guidato da Arafat.
 
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