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Tiziano Terzani, una biografia

mercoledì 29 ottobre 2014


Tiziano Terzani è nato a Firenze il 14 settembre 1938. Nel 1961 si laurea in legge come borsista del Collegio giuridico della Scuola Normale di Pisa. Dal 1962 al 1967 lavora alla Olivetti di Ivrea come assistente del direttore del personale delle consociate estere. Durante un viaggio di lavoro in Sudafrica scrive il suo primo articolo per l’astrolabio, il settimanale politico diretto da Ferruccio Parri. Dal 1967 al 1969 studia affari internazionali, lingua e storia cinese alla Columbia University di New York, continuando a scrivere per l’astrolabio dagli Stati Uniti. Dopo due anni di praticantato a Milano al quotidiano Il Giorno, nel 1971 si iscrive all’albo dei giornalisti. All’inizio del 1972 parte con la moglie Angela e i figli Folco e Saskia per Singapore per coprire la guerra in Vietnam, Laos e Cambogia. Alla fine dello stesso anno il settimanale tedesco Der Spiegel lo nomina il suo corrispondente dall’Asia e nei 25 anni successivi Terzani aprirà ogni sede del giornale in Asia: a Singapore seguono Hong Kong, Pechino, Tokyo, Bangkok e Nuova Delhi. Collabora sempre anche a giornali italiani, tra cui l’Espresso, la Repubblica e il Corriere della Sera.

Il suo primo libro, Pelle di Leopardo (1973), è il suo diario di corrispondente di guerra in Vietnam. Nel 1975 è uno dei pochi giornalisti a restare a Saigon e ad assistere alla presa di potere da parte dei comunisti. Da questa esperienza nasce Giai Phong! la liberazione di Saigon (1975), oggi incluso in Pelle di Leopardo. Uno dei primi giornalisti occidentali a poter tornare in Cambogia dopo la caduta del regime di Pot Pot e dei suoi khmer rossi, Terzani racconta la terrificante esperienza in Holocaust in Kambodscha, uscito in Germania nel 1980 e incluso in Italia in Fantasmi, Dispacci dalla Cambogia (2008). Nel 1980 ottiene il visto di residenza a Pechino. Il lungo soggiorno in Cina, conclusosi drammaticamente nel 1984 con l’arresto per “attività controrivoluzionarie” e l’espulsione dalla Repubblica popolare cinese, dà origine a La Porta Proibita (1984). Nei cinque anni che seguono vive in Giappone (1985-1990), da dove parte per coprire anche le vicende nelle Filippine e nella Corea del Sud. Nel 1990 si trasferisce a Bangkok in Thailandia per scrivere della regione del sudest asiatico. Nell’estate del 1991 si trova in Estremo Oriente con una spedizione sovietico-cinese sul fiume Amur quando arriva la notizia del colpo di stato contro Gorbacev. Abbandona la nave e per due mesi, da solo, attraversa la Siberia e l’Asia centrale fino a Mosca. Il risultato di quel viaggio è Buonanotte, Signor Lenin (1992), testimonianza unica sul crollo dell’impero sovietico osservato nelle sue province periferiche. In Un indovino mi disse (1995) fa la cronaca di un anno di viaggi dall’Asia all’Europa intrapresi senza mai prendere un aereo, con la scusa di voler evitare le possibili nefaste conseguenze di una vecchia profezia. Questo, come il libro precedente, è selezionato per il Thomas Cook Award, il premio inglese per la letteratura di viaggio. In in Asia (1998) sono raccolte le sue migliori corrispondenze dal grande continente, cominciando dalle lettere dal Giappone scritte nel 1965 alla moglie Angela.

Il dramma dell’11 settembre 2001 stana Terzani dal suo ritiro in una baita nelle montagne dell’Himalaya. Torna in Italia e presenta le sue Lettere contro la guerra (2002) nel corso di un lungo pellegrinaggio di pace in cui parla della non violenza come dell’unica via di uscita dalla spirale di odio, discriminazione e dolore che minaccia la stessa sopravvivenza dell’umanità. In Un altro giro di giostra (2004) Terzani, già malato, affronta nel corso di un viaggio alla ricerca di una “cura” per la nostra mortalità, i grandi problemi che riguardano direttamente l’uomo.

Tiziano Terzani muore a Orsigna, nell’Appennino pistoiese, il 28 luglio 2004. Escono postumi La fine è il mio inizio (2006), la sua vita raccontata al figlio Folco (da cui è tratto l’omonimo film); Fantasmi, Dispacci dalla Cambogia (2008); e Un mondo che non esiste più (2010), con le fotografie da lui fatte nel corso di 25 anni d’Asia e le riflessioni che le accompagnano.

Tutti i suoi libri, editi da Longanesi, sono tradotti in varie lingue. Alla sua memoria sono dedicati premi, associazioni, incontri e luoghi pubblici in tutta Italia, nonché il sito www.tizianoterzani.com.


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